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LO STUDIO - Nuova luce sulle strategie di pesca degli uccelli marini, la ricerca internazionale della Stazione Dohrn
24.03.2026 15:23 di Redazione
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Gli uccelli marini sono da sempre considerati i signori dei cieli e della superficie, ma ciò che accade quando si immergono rimane, per gran parte, un mistero avvolto nel blu. Una nuova ricerca internazionale, guidata da esperti della Stazione Zoologica Anton Dohrn in collaborazione con il Marine Research Institute dell'Università di Klaipeda, il gruppo Subacquei per la Scienza e l’Università degli Studi di Trieste, e pubblicata sulla rivista scientifica Behaviour (DOI: 10.1163/1568539X-bja10356), getta oggi nuova luce sulle straordinarie capacità tattiche del Marangone dal ciuffo mediterraneo (Gulosus aristotelis desmarestii).

La scoperta

Tradizionalmente, i marangoni e i cormorani sono stati descritti come "predatori ad inseguimento" o come cercatori che scovano prede nascoste sul fondale (strategia di prey-flushing). Tuttavia, lo studio documenta per la prima volta un comportamento all’apparenza più sofisticato: l'agguato sottomarino.

L'osservazione, avvenuta nelle acque cristalline di Is Arutas, in Sardegna, ha mostrato un giovane esemplare di Marangone interagire ripetutamente con strutture sottomarine specifiche. Questo uccello non si limitava a nuotare casualmente, ma utilizzava attivamente un tunnel sottomarino e una zona d'ombra sotto una scogliera come schermi naturali per avvicinarsi ai banchi di latterini (Atherina sp.) senza essere rilevato.

Una strategia in tre fasi

L'analisi dettagliata di quando documentato in video si presta a più interpretazioni, una di queste consente ai ricercatori di ipotizzare una strategia di caccia complessa, quasi "pianificata", che si articola in tre momenti distinti:

Herding (Radunamento): Il marangone insegue attivamente il banco di pesci, spingendolo verso barriere fisiche (come la riva) o in traiettorie prevedibili.

Ambush (L'Agguato): L'uccello si posiziona dietro un elemento del paesaggio sottomarino, sfruttando l'oscurità o la roccia per occultarsi, e lancia un attacco fulmineo a corto raggio.

Riposizionamento: Dopo l'attacco, il predatore riguadagna una posizione vantaggiosa per ricominciare la manovra.

"Questa evidenza suggerisce che questi uccelli, nonostante una visione sottomarina non eccelsa, siano in grado di compensare con una conoscenza tattica del territorio, trasformando il fondale in un alleato, in una trappola naturale, per catturare prede veloci," spiegano gli autori dello studio.

Interessante è anche la presenza di spigole (Dicentrarchus labrax) durante l'azione. Sebbene non sia stata registrata una cooperazione con questo pesce predatore come documentato in un'altra ricerca in Croazia, il loro movimento potrebbe influenzare lo spostamento dei pesci, facilitando il compito del giovane marangone dal ciuffo. 

Dalla Scienza alla Citizen Science: Il Progetto #InVOLOinunMAREdiVIDEO

Questa scoperta non è nata in un laboratorio, ma grazie a un'osservazione sul campo, dimostrando quanto sia prezioso il contributo di chi vive il mare. Proprio su questa scia, la Stazione Zoologica Anton Dohrn lancia il progetto di Citizen Science: #InVOLOinunMAREdiVIDEO.

Coordinato dall'ornitologo Rosario Balestrieri e dall'etologo Piero Amodio, il progetto invita subacquei, pescatori in apnea e semplici appassionati di snorkeling a diventare parte attiva della ricerca scientifica.

L’Obiettivo: Raccogliere filmati subacquei di uccelli marini (cormorani, marangoni, berte, ecc.) per studiare le loro tecniche di pesca, le profondità raggiunte e le possibili interazioni sociali o interspecifiche.

Perché partecipare: Sappiamo che il pinguino imperatore scende oltre i 500 metri, ma cosa fanno i "nostri" uccelli nel Mediterraneo? Esistono vocalizzazioni subacquee? I giovani imparano osservando gli adulti?

Come contribuire: Chiunque possieda video – sia recenti che storici, girati in Italia o all'estero – può inviarli all'indirizzo email: citizenscience.crimac@szn.it.

Ogni clip, anche di pochi secondi, può rappresentare un tassello mancante nel puzzle dell'etologia marina. La scienza non appartiene più solo agli accademici: oggi, dietro una maschera e una fotocamera, può nascondersi un importante collaboratore della ricerca internazionale.

Salvador, P., Amodio, P., Grech, D., Sponza, S., & Balestrieri, R. (2026). Do diving seabirds exploit landscape elements for underwater ambushing?. Behaviour (published online ahead of print 2026).

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LO STUDIO - Nuova luce sulle strategie di pesca degli uccelli marini, la ricerca internazionale della Stazione Dohrn

di Redazione

24/03/2026 - 15:23

Gli uccelli marini sono da sempre considerati i signori dei cieli e della superficie, ma ciò che accade quando si immergono rimane, per gran parte, un mistero avvolto nel blu. Una nuova ricerca internazionale, guidata da esperti della Stazione Zoologica Anton Dohrn in collaborazione con il Marine Research Institute dell'Università di Klaipeda, il gruppo Subacquei per la Scienza e l’Università degli Studi di Trieste, e pubblicata sulla rivista scientifica Behaviour (DOI: 10.1163/1568539X-bja10356), getta oggi nuova luce sulle straordinarie capacità tattiche del Marangone dal ciuffo mediterraneo (Gulosus aristotelis desmarestii).

La scoperta

Tradizionalmente, i marangoni e i cormorani sono stati descritti come "predatori ad inseguimento" o come cercatori che scovano prede nascoste sul fondale (strategia di prey-flushing). Tuttavia, lo studio documenta per la prima volta un comportamento all’apparenza più sofisticato: l'agguato sottomarino.

L'osservazione, avvenuta nelle acque cristalline di Is Arutas, in Sardegna, ha mostrato un giovane esemplare di Marangone interagire ripetutamente con strutture sottomarine specifiche. Questo uccello non si limitava a nuotare casualmente, ma utilizzava attivamente un tunnel sottomarino e una zona d'ombra sotto una scogliera come schermi naturali per avvicinarsi ai banchi di latterini (Atherina sp.) senza essere rilevato.

Una strategia in tre fasi

L'analisi dettagliata di quando documentato in video si presta a più interpretazioni, una di queste consente ai ricercatori di ipotizzare una strategia di caccia complessa, quasi "pianificata", che si articola in tre momenti distinti:

Herding (Radunamento): Il marangone insegue attivamente il banco di pesci, spingendolo verso barriere fisiche (come la riva) o in traiettorie prevedibili.

Ambush (L'Agguato): L'uccello si posiziona dietro un elemento del paesaggio sottomarino, sfruttando l'oscurità o la roccia per occultarsi, e lancia un attacco fulmineo a corto raggio.

Riposizionamento: Dopo l'attacco, il predatore riguadagna una posizione vantaggiosa per ricominciare la manovra.

"Questa evidenza suggerisce che questi uccelli, nonostante una visione sottomarina non eccelsa, siano in grado di compensare con una conoscenza tattica del territorio, trasformando il fondale in un alleato, in una trappola naturale, per catturare prede veloci," spiegano gli autori dello studio.

Interessante è anche la presenza di spigole (Dicentrarchus labrax) durante l'azione. Sebbene non sia stata registrata una cooperazione con questo pesce predatore come documentato in un'altra ricerca in Croazia, il loro movimento potrebbe influenzare lo spostamento dei pesci, facilitando il compito del giovane marangone dal ciuffo. 

Dalla Scienza alla Citizen Science: Il Progetto #InVOLOinunMAREdiVIDEO

Questa scoperta non è nata in un laboratorio, ma grazie a un'osservazione sul campo, dimostrando quanto sia prezioso il contributo di chi vive il mare. Proprio su questa scia, la Stazione Zoologica Anton Dohrn lancia il progetto di Citizen Science: #InVOLOinunMAREdiVIDEO.

Coordinato dall'ornitologo Rosario Balestrieri e dall'etologo Piero Amodio, il progetto invita subacquei, pescatori in apnea e semplici appassionati di snorkeling a diventare parte attiva della ricerca scientifica.

L’Obiettivo: Raccogliere filmati subacquei di uccelli marini (cormorani, marangoni, berte, ecc.) per studiare le loro tecniche di pesca, le profondità raggiunte e le possibili interazioni sociali o interspecifiche.

Perché partecipare: Sappiamo che il pinguino imperatore scende oltre i 500 metri, ma cosa fanno i "nostri" uccelli nel Mediterraneo? Esistono vocalizzazioni subacquee? I giovani imparano osservando gli adulti?

Come contribuire: Chiunque possieda video – sia recenti che storici, girati in Italia o all'estero – può inviarli all'indirizzo email: citizenscience.crimac@szn.it.

Ogni clip, anche di pochi secondi, può rappresentare un tassello mancante nel puzzle dell'etologia marina. La scienza non appartiene più solo agli accademici: oggi, dietro una maschera e una fotocamera, può nascondersi un importante collaboratore della ricerca internazionale.

Salvador, P., Amodio, P., Grech, D., Sponza, S., & Balestrieri, R. (2026). Do diving seabirds exploit landscape elements for underwater ambushing?. Behaviour (published online ahead of print 2026).