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ON AIR - Gentiloni: "Ucraina, l'Italia non può prendere il ruolo di Orban, crisi del debito? Enorme turbolenza ma non vedo al momento possibilità di interventi della BCE, il Green Deal non è stato un errore"
05.10.2026 15:18 di Redazione
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Paolo Gentiloni, ex premier ed ex Commissario Ue agli affari economici e monetari, è intervenuto a 24 Mattino su Radio 24. Ecco le sue dichiarazioni:  "Io credo che le opposizioni, in generale, dovrebbero mantenere una linea di sostegno all'Ucraina. Penso tra l'altro che è molto difficile non farlo: fatico a immaginare un paese come l'Italia che, quale che sia l'esito delle prossime elezioni, improvvisamente cambia idea e si rifiuta di sostenere l'Ucraina e prende un po' il ruolo, la parte che ha svolto Viktor Orbán fino a 7-8 mesi fa. Non posso credere che l'Italia faccia una cosa del genere. Il punto è che gli argomenti che oggi ricordo nell'articolo su Repubblica, e cioè che sarebbe l'Ucraina a non volere il negoziato, mi sembra una cosa incredibile da dirsi, o che il problema sarebbe che la NATO vuole far entrare l'Ucraina nella NATO, di nuovo, io non so se chi dice queste cose non legge i giornali, non lo so. Questa è la propaganda russa spinta al massimo. Qualcuno dice che l'Europa vorrebbe sconfiggere Putin e arrivare fino a Mosca. L'altro giorno in un dibattito per le primarie dei socialisti francesi, un uno di questi che è stato accusato, ha detto: "Ma dovete avermi scambiato per Napoleone".  Crisi del debito? Non c'è dubbio che ci sono stati movimenti nello spread francese in pochi giorni che in parte hanno contagiato anche l'Italia indirettamente. Quanto questi si svilupperanno e arriveranno in terreni rischiosi, è difficile prevederlo e onestamente non ha molto senso prevederlo. Al momento non vedo la possibilità concreta immediata di interventi della BCE, ma la BCE ha un suo strumento che si chiama TPI che in certi casi potrebbe essere utilizzato. Da discutere, essendo la Francia in procedura di infrazione per deficit eccessivo, se e come potrà essere utilizzato uno strumento di questo genere. Quello che è certo tuttavia è che siamo in una fase di enorme turbolenza per i titoli sovrani dei diversi paesi, - continua Gentiloni a Radio 24 - è una fase nella quale si sente in modo particolare la mancanza di un titolo sovrano europeo. Oggi, con il dollaro nella fase di difficoltà in cui si trovano i decennali del Tesoro americano e con le turbolenze che investono anche l'Europa, ci sarebbe uno spazio di crescita straordinario, per quello che chiamiamo normalmente gli eurobond, ma diciamo per un titolo sovrano europeo. Ed è difficile durare molto a lungo, avendo moneta unica, Banca Centrale Europea, e politiche di bilancio dei 27 paesi completamente autonome. Il Green Deal non è stato un errore. Penso che uno dei punti forti dell'Europa di oggi. Ce ne sono tanti altri, ma è anche una certa leadership nella transizione climatica che mi pare che abbia delle motivazioni molto solide che chiunque ha visto direttamente anche negli ultimi mesi. Quindi giusto, assolutamente da rivendicare. Se ci fermiamo sulla transizione climatica, auguri, diventiamo ancora di più una dépendance dell'industria cinese. Ci sono state certamente delle scelte, delle forzature, degli obiettivi che forse erano troppo avanzati. Devo dire che la Commissione europea li ha gradualmente corretti. E attenzione, per noi italiani individuare questa cosa della transizione climatica come il problema, la minaccia che abbiamo di fronte, è completamente sbagliato. Il nostro problema semmai è l'opposto: che abbiamo un modello energetico che non funziona più e che dobbiamo cambiare". Sulle elezioni in Brasile: "Il successo al primo turno di Bolsonaro è un segnale è forte. Per Lula il problema non è tanto quel punto e mezzo di distanza che c'è tra i due candidati, quanto il fatto che i voti che non si sono espressi per i due candidati sono voti prevalentemente sparpagliati a destra, e quindi per lui, per prevalere. L’unica strada è quella di recuperare voti astensionisti, cosa che non sarà facile. E questa è indubbiamente un successo notevole per il Presidente Trump per la sua nuova dottrina della sicurezza nazionale che dà all'emisfero un'importanza strategica, e quindi per lui, dopo il Venezuela, se c'è anche un successo importante in Brasile, e in particolare per il suo Segretario di Stato Marco Rubio, è certamente qualcosa di molto importante". 

 

 

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di Redazione

05/10/2026 - 15:18

Paolo Gentiloni, ex premier ed ex Commissario Ue agli affari economici e monetari, è intervenuto a 24 Mattino su Radio 24. Ecco le sue dichiarazioni:  "Io credo che le opposizioni, in generale, dovrebbero mantenere una linea di sostegno all'Ucraina. Penso tra l'altro che è molto difficile non farlo: fatico a immaginare un paese come l'Italia che, quale che sia l'esito delle prossime elezioni, improvvisamente cambia idea e si rifiuta di sostenere l'Ucraina e prende un po' il ruolo, la parte che ha svolto Viktor Orbán fino a 7-8 mesi fa. Non posso credere che l'Italia faccia una cosa del genere. Il punto è che gli argomenti che oggi ricordo nell'articolo su Repubblica, e cioè che sarebbe l'Ucraina a non volere il negoziato, mi sembra una cosa incredibile da dirsi, o che il problema sarebbe che la NATO vuole far entrare l'Ucraina nella NATO, di nuovo, io non so se chi dice queste cose non legge i giornali, non lo so. Questa è la propaganda russa spinta al massimo. Qualcuno dice che l'Europa vorrebbe sconfiggere Putin e arrivare fino a Mosca. L'altro giorno in un dibattito per le primarie dei socialisti francesi, un uno di questi che è stato accusato, ha detto: "Ma dovete avermi scambiato per Napoleone".  Crisi del debito? Non c'è dubbio che ci sono stati movimenti nello spread francese in pochi giorni che in parte hanno contagiato anche l'Italia indirettamente. Quanto questi si svilupperanno e arriveranno in terreni rischiosi, è difficile prevederlo e onestamente non ha molto senso prevederlo. Al momento non vedo la possibilità concreta immediata di interventi della BCE, ma la BCE ha un suo strumento che si chiama TPI che in certi casi potrebbe essere utilizzato. Da discutere, essendo la Francia in procedura di infrazione per deficit eccessivo, se e come potrà essere utilizzato uno strumento di questo genere. Quello che è certo tuttavia è che siamo in una fase di enorme turbolenza per i titoli sovrani dei diversi paesi, - continua Gentiloni a Radio 24 - è una fase nella quale si sente in modo particolare la mancanza di un titolo sovrano europeo. Oggi, con il dollaro nella fase di difficoltà in cui si trovano i decennali del Tesoro americano e con le turbolenze che investono anche l'Europa, ci sarebbe uno spazio di crescita straordinario, per quello che chiamiamo normalmente gli eurobond, ma diciamo per un titolo sovrano europeo. Ed è difficile durare molto a lungo, avendo moneta unica, Banca Centrale Europea, e politiche di bilancio dei 27 paesi completamente autonome. Il Green Deal non è stato un errore. Penso che uno dei punti forti dell'Europa di oggi. Ce ne sono tanti altri, ma è anche una certa leadership nella transizione climatica che mi pare che abbia delle motivazioni molto solide che chiunque ha visto direttamente anche negli ultimi mesi. Quindi giusto, assolutamente da rivendicare. Se ci fermiamo sulla transizione climatica, auguri, diventiamo ancora di più una dépendance dell'industria cinese. Ci sono state certamente delle scelte, delle forzature, degli obiettivi che forse erano troppo avanzati. Devo dire che la Commissione europea li ha gradualmente corretti. E attenzione, per noi italiani individuare questa cosa della transizione climatica come il problema, la minaccia che abbiamo di fronte, è completamente sbagliato. Il nostro problema semmai è l'opposto: che abbiamo un modello energetico che non funziona più e che dobbiamo cambiare". Sulle elezioni in Brasile: "Il successo al primo turno di Bolsonaro è un segnale è forte. Per Lula il problema non è tanto quel punto e mezzo di distanza che c'è tra i due candidati, quanto il fatto che i voti che non si sono espressi per i due candidati sono voti prevalentemente sparpagliati a destra, e quindi per lui, per prevalere. L’unica strada è quella di recuperare voti astensionisti, cosa che non sarà facile. E questa è indubbiamente un successo notevole per il Presidente Trump per la sua nuova dottrina della sicurezza nazionale che dà all'emisfero un'importanza strategica, e quindi per lui, dopo il Venezuela, se c'è anche un successo importante in Brasile, e in particolare per il suo Segretario di Stato Marco Rubio, è certamente qualcosa di molto importante".