Per decenni il calcio norvegese in Italia è stato sinonimo di dopolavoro e cognomi impronunciabili. Un immaginario cristallizzato perfettamente dalla provocazione di Paolo Di Canio, che con il consueto sarcasmo liquidò il Bodø/Glimt, dopo l’eliminazione in Conference League nel 2022 contro la Roma, come una semplice banda di "salmonari".
Peccato che quei "salmonari", nel 2025, abbiano centrato per la prima volta la fase principale della Champions League ribaltando ogni logica. Dopo aver raccolto solo tre punti nelle prime sei partite, i bookmaker, come riporta Agipronews, li davano per spacciati (l'ingresso nelle prime 24 squadre era quotato a 6,50 su Snai). Poi, il corto circuito della ragione: le clamorose vittorie contro Manchester City e Atletico Madrid hanno polverizzato i pronostici e riscritto la classifica.
Ora toccherà all’Inter affrontare il Bodø per un posto agli ottavi di finale. Guai a parlare di "Cenerentola": il calcio norvegese è una realtà brutale, come dimostrato dalla loro Nazionale che, negli ultimi due incroci, ha letteralmente umiliato gli Azzurri con un complessivo di sette gol. Per i betting analyst di Sisal, il passaggio del turno nerazzurro si gioca a 1,15 contro il 5,00 dei norvegesi: una quota che profuma di trappola.
Il precedente più fresco contro un'italiana in un match a eliminazione diretta è un incubo che parla romano: i quarti di finale della scorsa Europa League contro la Lazio. Anche lì, i norvegesi partivano da vittime sacrificali (quota 4,00 al sorteggio), salvo poi compiere l'impresa, costata le ironie del web proprio a una bandiera biancoceleste come Di Canio, che li ha portati alla loro prima semifinale europea.
I risultati oggi non ammettono repliche: continuare a vedere nel Bodø/Glimt solo del folklore non è più una battuta da bar, ma un suicidio tattico. Chi sottovaluta la rivoluzione giallonera è destinato a rimanere sconfitto.
di Redazione
30/01/2026 - 15:49
Per decenni il calcio norvegese in Italia è stato sinonimo di dopolavoro e cognomi impronunciabili. Un immaginario cristallizzato perfettamente dalla provocazione di Paolo Di Canio, che con il consueto sarcasmo liquidò il Bodø/Glimt, dopo l’eliminazione in Conference League nel 2022 contro la Roma, come una semplice banda di "salmonari".
Peccato che quei "salmonari", nel 2025, abbiano centrato per la prima volta la fase principale della Champions League ribaltando ogni logica. Dopo aver raccolto solo tre punti nelle prime sei partite, i bookmaker, come riporta Agipronews, li davano per spacciati (l'ingresso nelle prime 24 squadre era quotato a 6,50 su Snai). Poi, il corto circuito della ragione: le clamorose vittorie contro Manchester City e Atletico Madrid hanno polverizzato i pronostici e riscritto la classifica.
Ora toccherà all’Inter affrontare il Bodø per un posto agli ottavi di finale. Guai a parlare di "Cenerentola": il calcio norvegese è una realtà brutale, come dimostrato dalla loro Nazionale che, negli ultimi due incroci, ha letteralmente umiliato gli Azzurri con un complessivo di sette gol. Per i betting analyst di Sisal, il passaggio del turno nerazzurro si gioca a 1,15 contro il 5,00 dei norvegesi: una quota che profuma di trappola.
Il precedente più fresco contro un'italiana in un match a eliminazione diretta è un incubo che parla romano: i quarti di finale della scorsa Europa League contro la Lazio. Anche lì, i norvegesi partivano da vittime sacrificali (quota 4,00 al sorteggio), salvo poi compiere l'impresa, costata le ironie del web proprio a una bandiera biancoceleste come Di Canio, che li ha portati alla loro prima semifinale europea.
I risultati oggi non ammettono repliche: continuare a vedere nel Bodø/Glimt solo del folklore non è più una battuta da bar, ma un suicidio tattico. Chi sottovaluta la rivoluzione giallonera è destinato a rimanere sconfitto.