Dai successi ad Anfield alle ambizioni della nuova esperienza italiana, Curtis Jones si racconta in un’intervista esclusiva disponibile da oggi su DAZN. Il numero 21 nerazzurro racconta il primo impatto con la Serie A, il forte legame con il pubblico di San Siro e le prospettive europee della squadra allenata da Cristian Chivu.
Un percorso che, per i tifosi inglesi e per gli addetti ai lavori, riporta inevitabilmente al 9 dicembre 2025. Quella sera, a San Siro, Jones giocò con la maglia del Liverpool contro l'Inter, conoscendo per la prima volta il pubblico di San Siro. Quasi un anno dopo, lo scenario è diverso: il centrocampista ha lasciato l’Inghilterra e i Reds, con cui aveva collezionato 228 presenze e 22 gol, ed è approdato all’Inter. A 25 anni, Jones è diventato il sesto giocatore inglese nella storia nerazzurra, chiamato a ritagliarsi un ruolo sempre più centrale nell’Inter di Chivu, protagonista in Serie A e impegnata anche in Europa.
Dopo le prime quattro presenze in campionato e una in Champions League, il centrocampista inglese racconta la sua nuova vita in nerazzurro nell’intervista disponibile da oggi sull’app di DAZN. L’intervista scalda gli animi in attesa che i nerazzurri scendano in campo per la prossima di campionato: la squadra di Chivu si prepara ad affrontare i Viola domenica 25 ottobre alle 12:30. Forte del miglior attacco del campionato con 21 gol segnati dopo sette giornate e un primo posto in condivisione con la Lazio, Curtis Jones e compagni si preparano ad accogliere una Fiorentina in cerca di riscatto dopo la sconfitta contro il Como di Fabregas.
Il match sarà visibile in esclusiva su DAZN, con la telecronaca di Dario Mastroianni e Andrea Stramaccioni.
Tra le dichiarazioni rilasciate da Curtis Jones nell’intervista disponibile su DAZN:
Sulle ambizioni in Champions League: “Sono convinto al 100% che possiamo essere competitivi in Champions League. Se guardo i miei compagni, per qualità e individualità, c’è la possibilità di segnare, fare assist, creare occasioni. Sento un forte spirito di squadra, un’energia generale. Siamo in grado di rimontare, anche quando l’avversario segna per primo. Non ci spaventiamo. Non perdiamo la testa. I tifosi sono fantastici. Anche questo è di grande aiuto. Sento semplicemente che la squadra ha quello che serve. Non avrei mai scelto una squadra che non avesse tutto il necessario. Ci possono essere dei dettagli da migliorare, ma il divario non è così ampio”.
Sulle differenze tra Serie A e Premier League: “Da fuori tutti pensano che la Serie A sia un campionato più lento e che il livello non sia così alto. Sono d’accordo solo in parte. Le partite sono più lente per il modo di affrontarci degli avversari. Al Liverpool era esattamente uguale. Essendo una delle squadre più forti del campionato, difficilmente gli avversari venivano a pressarci, ma rendevano tutto più difficile con un blocco basso. Se sei la squadra più forte, con i migliori giocatori, è questo quello che gli avversari faranno. In Italia come in Inghilterra”.
Sull’apporto dei tre giocatori inglesi arrivati all’Inter: “Sicuramente aggiungiamo ulteriore esperienza. Sia io che Jones, ma anche Spence, abbiamo giocato in Champions. Si può parlare anche dell’intensità che portiamo, ma è anche una questione di abitudine alle grandi partite”.
Sul legame speciale tra tifosi e squadra: “Quando abbiamo giocato contro l’Inter in Champions League, ho notato subito la connessione tra giocatori e tifosi. Io e il Liverpool abbiamo sempre avuto questo tipo di legame speciale con i fan, il nostro dodicesimo uomo in campo. Penso che per chi ama l’Inter valga la stessa cosa. Quindi è stata una scelta facile”.
Sul suo stile di gioco: “Non sarò mai timido. Non avrò mai paura. Non voglio essere un giocatore che ha sempre una via d’uscita facile. Voglio correre dei rischi con la palla, anche quando sono sotto pressione. Quando funziona è fantastico, ma devo accettare che non può essere sempre così. Ci sono cose che faccio in campo di cui i compagni si accorgono e che i tifosi potrebbero non vedere. So che oggi il calcio si misura in statistiche, gol e assist. Magari io non segno quanto altri, ma faccio tante altre cose sul campo che compagni e staff notano e apprezzano”.