A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Marcello Altamura, giornalista: "Per quanto riguarda Massimiliano Allegri, credo che ormai i tifosi abbiano compreso che si tratta soltanto di una questione burocratica. Oggi il tifoso vive quotidianamente temi come clausole rescissorie, contratti, plusvalenze e aspetti legali, quindi sa perfettamente che l’annuncio è soltanto una formalità. Non vedo particolare preoccupazione sotto questo aspetto, anche perché la sensazione è che nel giro di pochi giorni tutto verrà definito. La vera domanda è un’altra: che Napoli sarà quello di Allegri? Io credo che si partirà da una certezza, cioè dalla solidità difensiva. Da lì bisognerà capire come verrà costruita la squadra e soprattutto quale sarà il futuro di alcuni giocatori importanti. Penso a Kevin De Bruyne, sul quale leggo ogni giorno versioni opposte: da una parte chi lo considera il fulcro del progetto, dall’altra chi ipotizza una possibile cessione. Probabilmente la verità sta nel mezzo. È un giocatore importante, Allegri lo stima, ma davanti a un’offerta importante credo che tutte le parti farebbero le proprie valutazioni. Sul tema del ringiovanimento della rosa, invece, non mi aspetto rivoluzioni. Il Napoli ha già una base molto forte e dovrà intervenire con criterio. Si parla di possibili sorprese in uscita, ma oggi non vedo scenari particolarmente clamorosi. Alcune voci di mercato, soprattutto quelle che riguardano giovani emergenti, spesso servono anche a ridiscutere situazioni contrattuali e a valorizzare il profilo dei calciatori. Guardando al ritiro estivo, ci saranno diversi giocatori da valutare attentamente. Uno dei nomi che mi viene subito in mente è Noa Lang. È un calciatore che ha qualità importanti e che potrebbe trovare maggiore spazio con il nuovo allenatore. Molto dipenderà però dal sistema di gioco che Allegri deciderà di adottare. A proposito di moduli, credo che si stia facendo un po’ di confusione quando si parla di Allegri e della difesa a tre. Quell’idea nasce soprattutto dagli anni alla Juventus, quando ereditò una struttura già costruita da Conte. In realtà la sua storia racconta altro. Allegri è cresciuto in una scuola calcistica che ha sempre privilegiato la difesa a quattro e credo che anche a Napoli si orienterà in quella direzione. Per questo motivo mi aspetto una valorizzazione degli esterni offensivi presenti in rosa. Lang è certamente uno dei profili più interessanti da osservare, ma anche altri giocatori potrebbero beneficiare di un sistema diverso. Personalmente non mi aspetto un 4-3-3 puro e classico. Vedo più probabile un 4-2-3-1 oppure un 4-3-1-2, moduli che consentirebbero ad Allegri di sfruttare al meglio le caratteristiche tecniche dell’organico. Sul mercato difensivo, invece, un nome che piace è quello di Mario Gila. È normale che la Lazio faccia valutazioni elevate per un giocatore che è titolare, ha disputato una buona stagione ed è considerato centrale nel progetto tecnico. È diverso rispetto alla situazione di quei calciatori che vengono ceduti perché non rientrano più nei piani della società o che arrivano da stagioni complicate. Le valutazioni dipendono sempre dal contesto e dal peso che un giocatore ha all’interno della squadra. In generale, però, non credo che il Napoli abbia bisogno di stravolgere l’organico. La squadra è forte, ha già una struttura importante e dovrà essere semplicemente completata e adattata alle idee del nuovo allenatore. Molto del lavoro di Allegri passerà proprio dalla capacità di valorizzare al meglio le risorse che troverà già a disposizione".
di Redazione
09/06/2026 - 21:12
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Marcello Altamura, giornalista: "Per quanto riguarda Massimiliano Allegri, credo che ormai i tifosi abbiano compreso che si tratta soltanto di una questione burocratica. Oggi il tifoso vive quotidianamente temi come clausole rescissorie, contratti, plusvalenze e aspetti legali, quindi sa perfettamente che l’annuncio è soltanto una formalità. Non vedo particolare preoccupazione sotto questo aspetto, anche perché la sensazione è che nel giro di pochi giorni tutto verrà definito. La vera domanda è un’altra: che Napoli sarà quello di Allegri? Io credo che si partirà da una certezza, cioè dalla solidità difensiva. Da lì bisognerà capire come verrà costruita la squadra e soprattutto quale sarà il futuro di alcuni giocatori importanti. Penso a Kevin De Bruyne, sul quale leggo ogni giorno versioni opposte: da una parte chi lo considera il fulcro del progetto, dall’altra chi ipotizza una possibile cessione. Probabilmente la verità sta nel mezzo. È un giocatore importante, Allegri lo stima, ma davanti a un’offerta importante credo che tutte le parti farebbero le proprie valutazioni. Sul tema del ringiovanimento della rosa, invece, non mi aspetto rivoluzioni. Il Napoli ha già una base molto forte e dovrà intervenire con criterio. Si parla di possibili sorprese in uscita, ma oggi non vedo scenari particolarmente clamorosi. Alcune voci di mercato, soprattutto quelle che riguardano giovani emergenti, spesso servono anche a ridiscutere situazioni contrattuali e a valorizzare il profilo dei calciatori. Guardando al ritiro estivo, ci saranno diversi giocatori da valutare attentamente. Uno dei nomi che mi viene subito in mente è Noa Lang. È un calciatore che ha qualità importanti e che potrebbe trovare maggiore spazio con il nuovo allenatore. Molto dipenderà però dal sistema di gioco che Allegri deciderà di adottare. A proposito di moduli, credo che si stia facendo un po’ di confusione quando si parla di Allegri e della difesa a tre. Quell’idea nasce soprattutto dagli anni alla Juventus, quando ereditò una struttura già costruita da Conte. In realtà la sua storia racconta altro. Allegri è cresciuto in una scuola calcistica che ha sempre privilegiato la difesa a quattro e credo che anche a Napoli si orienterà in quella direzione. Per questo motivo mi aspetto una valorizzazione degli esterni offensivi presenti in rosa. Lang è certamente uno dei profili più interessanti da osservare, ma anche altri giocatori potrebbero beneficiare di un sistema diverso. Personalmente non mi aspetto un 4-3-3 puro e classico. Vedo più probabile un 4-2-3-1 oppure un 4-3-1-2, moduli che consentirebbero ad Allegri di sfruttare al meglio le caratteristiche tecniche dell’organico. Sul mercato difensivo, invece, un nome che piace è quello di Mario Gila. È normale che la Lazio faccia valutazioni elevate per un giocatore che è titolare, ha disputato una buona stagione ed è considerato centrale nel progetto tecnico. È diverso rispetto alla situazione di quei calciatori che vengono ceduti perché non rientrano più nei piani della società o che arrivano da stagioni complicate. Le valutazioni dipendono sempre dal contesto e dal peso che un giocatore ha all’interno della squadra. In generale, però, non credo che il Napoli abbia bisogno di stravolgere l’organico. La squadra è forte, ha già una struttura importante e dovrà essere semplicemente completata e adattata alle idee del nuovo allenatore. Molto del lavoro di Allegri passerà proprio dalla capacità di valorizzare al meglio le risorse che troverà già a disposizione".