Cultura & Gossip
PROGRAMMA - Festival Internazionale del Cinema di Pompei, tra gli ospiti Ezio Greggio, Massimo Ghini e Massimiliano Gallo
13.05.2026 11:11 di Redazione
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Dal 1° al 7 giugno 2026 torna il Festival Internazionale del Cinema di Pompei, giunto alla sua seconda edizione, sotto la presidenza di Annarita Borelli e la direzione artistica di Enrico Vanzina. Il Festival conferma la sua vocazione: partire da Pompei, dalla sua identità e dalla sua forza simbolica, per aprirsi al cinema contemporaneo internazionale.
Il programma attraversa linguaggi, generi e visioni diverse, con 15 cortometraggi italiani in concorso, che raccontano il paese attraverso lo sguardo di giovani emergenti, 6 lungometraggi internazionali, proiezioni serali, panel di approfondimento e una sezione pensata per il pubblico più giovane, con l’obiettivo di avvicinare ragazze e ragazzi al linguaggio del cinema.
Proiezioni e incontri si terranno al Nexus MaxiMall Entertainment di Pompei, struttura all’avanguardia dotata di sei sale cinematografiche con tecnologie audiovisive di ultima generazione e di un auditorium da 364 posti, pensato per ospitare eventi di respiro internazionale.
Il Manifesto Visivo del Festival: Il tempo ritrovato
Per l’edizione 2026, il Festival Internazionale del Cinema di Pompei presenta il proprio manifesto visivo: il cortometraggio Il tempo ritrovato, diretto da Annarita Borelli con la supervisione artistica di Enrico Vanzina.
Il tempo ritrovato è una riflessione poetica sulla natura viva di Pompei e, al tempo stesso, una meditazione sulla funzione più profonda del cinema: non soltanto conservare il tempo perduto, ma riattivarlo attraverso lo sguardo. Il cinema diventa così un vero “tempo ritrovato”, uno spazio in cui il passato non resta memoria immobile, ma si fa presenza che ritorna, in un gesto di attenzione e responsabilità capace di restituire il tempo alla vita.
Ad accompagnare questo racconto la voce inconfondibile di Luca Ward, insieme a un cast che riunisce Gino Rivieccio, Veronica Olivier, Fabrizio Nevola, Annarita Borelli e Alessio Sica. La fotografia è firmata da Claudio Zamairon.
 
Sei lungometraggi per attraversare il mondo con lo sguardo del cinema
Dall’Italia alla Germania, dal Giappone alla Cina, fino all’Albania, il Festival propone sei opere che esplorano identità, memoria, legami familiari, arte e ricerca di sé, offrendo al pubblico un viaggio tra culture, epoche e sensibilità diverse.
 
  • Le sorelle (Italia) – Due gemelli mettono in scena un gioco di ruoli che rivela gelosie e segreti.
  • Münter & Kandinsky (Germania) – L'amore tormentato tra i due artisti sullo sfondo della nascita del movimento Der Blaue Reiter.
  • Hakkenden (Giappone) – Bakin Takizawa, con il sostegno di Hokusai, dà vita alla leggenda degli otto guerrieri destinati a spezzare una maledizione.
  • Home Away, Home Close (Cina) – Un fotografo di Hong Kong cerca identità e appartenenza tra la sua città e le montagne tibetane.
  • Broken (Albania, Italia, Macedonia) – Reduce dal carcere, Jani torna in Albania e si scontra con un Paese cambiato e un figlio diventato politico corrotto.
  • E se mio padre (Italia) – Una dodicenne indaga sui segreti del padre tra immaginazione e realtà, nell'Italia degli anni '70 e '80.
 
Cinema, parole e realtà: gli incontri del Festival
Il Festival si conferma anche nel 2026 uno spazio di confronto e approfondimento, con un ciclo di incontri dedicati al rapporto tra cinema, letteratura, giornalismo, lingua e narrazione contemporanea.
 
Martedì 2 giugno, "Dalla cronaca all'immagine: il fatto che diventa cinema" esplorerà la trasformazione dei fatti di cronaca in narrazione audiovisiva, con Federico Ruffo e Ottavio Lucarelli.
 
Mercoledì 3 giugno, "Scrivere immagini: la letteratura che diventa cinema con Maurizio De Giovanni" indagherà il rapporto tra scrittura narrativa e linguaggio audiovisivo a partire dalle opere dello scrittore napoletano.
 
Giovedì 4 giugno, "Le finte bionde: dal romanzo al film. Incontro con Enrico Vanzina" racconterà il processo di adattamento dalla pagina allo schermo attraverso il caso de Le finte bionde.
 
Venerdì 5 giugno, "Dalle parole al cinema", metterà a confronto editoria, linguistica e cinema sul processo che trasforma la parola in immagine, con Adriano Monti Buzzetti Colella e Rosario Coluccia.
 
Attraverso questi appuntamenti, accompagnati sempre da Enrico Vanzina e Annarita Borelli, il Festival rafforza il proprio ruolo di laboratorio culturale, capace di leggere il cinema non solo come linguaggio artistico, ma anche come punto di incontro tra parola, immagine, memoria, cronaca e identità culturale.
 
Spazio ai giovani e alle loro opere
Quest’anno il Festival Internazionale del Cinema di Pompei ospita una sezione interamente dedicata ai giovani.
Saranno proiettati i cortometraggi realizzati dagli studenti nell’ambito del progetto educativo promosso dal Festival Internazionale del Cinema di Pompei e dalla Fondazione Cultura&Innovazione. L’iniziativa ha coinvolto gli istituti d’istruzione superiore della Campania in un percorso formativo pensato per avvicinare i ragazzi al linguaggio cinematografico e offrire loro l’opportunità di vedere il risultato del proprio lavoro sul grande schermo. Con questo evento, il Festival conferma il suo impegno verso la formazione e la promozione della cultura cinematografica, creando un ponte diretto tra scuola, industria e giovani talenti. Un'iniziativa che non solo arricchisce il panorama culturale, ma offre anche nuove opportunità ai giovani di cimentarsi in un percorso creativo, stimolante e concreto. 
 
Una serata tra premi, musica e memoria per il gran finale del Festival
La cerimonia finale sarà dedicata alla consegna dei premi ufficiali delle opere in concorso, con i riconoscimenti assegnati alle categorie lungometraggi, cortometraggi e sezione giovani, a testimonianza della pluralità di linguaggi, sguardi e visioni che il Festival accoglie e valorizza.
Accanto ai premi del concorso, saranno conferiti i Premi alla Carriera a tre figure di riferimento del panorama artistico italiano: Ezio Greggio, Massimiliano Gallo e Massimo Ghini.
La serata, condotta dalla Presidente del Festival Annarita Borelli, con la partecipazione del Direttore Artistico Enrico Vanzina, intreccerà cinema, musica e racconto. La dimensione internazionale dell’evento troverà voce nella partecipazione dei tenori Zhu Jianwei, Ren Zixuan e Zheng Zhongxiang, protagonisti di un momento artistico che unisce culture e tradizioni diverse attraverso la forza universale del canto lirico.
Nel corso della serata, il direttore artistico Enrico Vanzina terrà un intervento sulla storia del cinema italiano: un racconto che intreccia memoria e visione per restituirne atmosfera, immaginario e dimensione umana.
A chiudere la serata e il Festival sarà la proiezione de Il tempo ritrovato, manifesto visivo del Festival, in una dedica finale alla memoria come filo invisibile che unisce passato, presente e futuro del cinema.
 
Le parole dei protagonisti
 
Annarita Borelli, Presidente del Festival:
«Un anno fa il Festival Internazionale del Cinema di Pompei nasceva da una necessità; oggi quella necessità ha preso forma. Con Enrico Vanzina abbiamo costruito un percorso fondato su coerenza e visione, con una domanda al centro: quale ruolo deve avere oggi la cultura? Il Tempo Ritrovato, manifesto visivo di questo Festival, nasce da questa esigenza: restituire al cinema la sua forza più profonda, quella di interrogare il tempo e trasformarlo in esperienza».
 
Enrico Vanzina, Direttore Artistico:
«Pompei ci ricorda che il passato non muore mai. Da questa consapevolezza nasce il Festival, con l'obiettivo di riflettere sull'identità culturale in un mondo a rischio omologazione. Il cinema, con le sue peculiarità nazionali e antropologiche, resta una straordinaria democrazia delle idee. In questa edizione vogliamo approfondire il legame tra cinema e scrittura, per esplorare i processi creativi che trasformano le storie in visione».
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PROGRAMMA - Festival Internazionale del Cinema di Pompei, tra gli ospiti Ezio Greggio, Massimo Ghini e Massimiliano Gallo

di Redazione

13/05/2026 - 11:11

Dal 1° al 7 giugno 2026 torna il Festival Internazionale del Cinema di Pompei, giunto alla sua seconda edizione, sotto la presidenza di Annarita Borelli e la direzione artistica di Enrico Vanzina. Il Festival conferma la sua vocazione: partire da Pompei, dalla sua identità e dalla sua forza simbolica, per aprirsi al cinema contemporaneo internazionale.
Il programma attraversa linguaggi, generi e visioni diverse, con 15 cortometraggi italiani in concorso, che raccontano il paese attraverso lo sguardo di giovani emergenti, 6 lungometraggi internazionali, proiezioni serali, panel di approfondimento e una sezione pensata per il pubblico più giovane, con l’obiettivo di avvicinare ragazze e ragazzi al linguaggio del cinema.
Proiezioni e incontri si terranno al Nexus MaxiMall Entertainment di Pompei, struttura all’avanguardia dotata di sei sale cinematografiche con tecnologie audiovisive di ultima generazione e di un auditorium da 364 posti, pensato per ospitare eventi di respiro internazionale.
Il Manifesto Visivo del Festival: Il tempo ritrovato
Per l’edizione 2026, il Festival Internazionale del Cinema di Pompei presenta il proprio manifesto visivo: il cortometraggio Il tempo ritrovato, diretto da Annarita Borelli con la supervisione artistica di Enrico Vanzina.
Il tempo ritrovato è una riflessione poetica sulla natura viva di Pompei e, al tempo stesso, una meditazione sulla funzione più profonda del cinema: non soltanto conservare il tempo perduto, ma riattivarlo attraverso lo sguardo. Il cinema diventa così un vero “tempo ritrovato”, uno spazio in cui il passato non resta memoria immobile, ma si fa presenza che ritorna, in un gesto di attenzione e responsabilità capace di restituire il tempo alla vita.
Ad accompagnare questo racconto la voce inconfondibile di Luca Ward, insieme a un cast che riunisce Gino Rivieccio, Veronica Olivier, Fabrizio Nevola, Annarita Borelli e Alessio Sica. La fotografia è firmata da Claudio Zamairon.
 
Sei lungometraggi per attraversare il mondo con lo sguardo del cinema
Dall’Italia alla Germania, dal Giappone alla Cina, fino all’Albania, il Festival propone sei opere che esplorano identità, memoria, legami familiari, arte e ricerca di sé, offrendo al pubblico un viaggio tra culture, epoche e sensibilità diverse.
 
  • Le sorelle (Italia) – Due gemelli mettono in scena un gioco di ruoli che rivela gelosie e segreti.
  • Münter & Kandinsky (Germania) – L'amore tormentato tra i due artisti sullo sfondo della nascita del movimento Der Blaue Reiter.
  • Hakkenden (Giappone) – Bakin Takizawa, con il sostegno di Hokusai, dà vita alla leggenda degli otto guerrieri destinati a spezzare una maledizione.
  • Home Away, Home Close (Cina) – Un fotografo di Hong Kong cerca identità e appartenenza tra la sua città e le montagne tibetane.
  • Broken (Albania, Italia, Macedonia) – Reduce dal carcere, Jani torna in Albania e si scontra con un Paese cambiato e un figlio diventato politico corrotto.
  • E se mio padre (Italia) – Una dodicenne indaga sui segreti del padre tra immaginazione e realtà, nell'Italia degli anni '70 e '80.
 
Cinema, parole e realtà: gli incontri del Festival
Il Festival si conferma anche nel 2026 uno spazio di confronto e approfondimento, con un ciclo di incontri dedicati al rapporto tra cinema, letteratura, giornalismo, lingua e narrazione contemporanea.
 
Martedì 2 giugno, "Dalla cronaca all'immagine: il fatto che diventa cinema" esplorerà la trasformazione dei fatti di cronaca in narrazione audiovisiva, con Federico Ruffo e Ottavio Lucarelli.
 
Mercoledì 3 giugno, "Scrivere immagini: la letteratura che diventa cinema con Maurizio De Giovanni" indagherà il rapporto tra scrittura narrativa e linguaggio audiovisivo a partire dalle opere dello scrittore napoletano.
 
Giovedì 4 giugno, "Le finte bionde: dal romanzo al film. Incontro con Enrico Vanzina" racconterà il processo di adattamento dalla pagina allo schermo attraverso il caso de Le finte bionde.
 
Venerdì 5 giugno, "Dalle parole al cinema", metterà a confronto editoria, linguistica e cinema sul processo che trasforma la parola in immagine, con Adriano Monti Buzzetti Colella e Rosario Coluccia.
 
Attraverso questi appuntamenti, accompagnati sempre da Enrico Vanzina e Annarita Borelli, il Festival rafforza il proprio ruolo di laboratorio culturale, capace di leggere il cinema non solo come linguaggio artistico, ma anche come punto di incontro tra parola, immagine, memoria, cronaca e identità culturale.
 
Spazio ai giovani e alle loro opere
Quest’anno il Festival Internazionale del Cinema di Pompei ospita una sezione interamente dedicata ai giovani.
Saranno proiettati i cortometraggi realizzati dagli studenti nell’ambito del progetto educativo promosso dal Festival Internazionale del Cinema di Pompei e dalla Fondazione Cultura&Innovazione. L’iniziativa ha coinvolto gli istituti d’istruzione superiore della Campania in un percorso formativo pensato per avvicinare i ragazzi al linguaggio cinematografico e offrire loro l’opportunità di vedere il risultato del proprio lavoro sul grande schermo. Con questo evento, il Festival conferma il suo impegno verso la formazione e la promozione della cultura cinematografica, creando un ponte diretto tra scuola, industria e giovani talenti. Un'iniziativa che non solo arricchisce il panorama culturale, ma offre anche nuove opportunità ai giovani di cimentarsi in un percorso creativo, stimolante e concreto. 
 
Una serata tra premi, musica e memoria per il gran finale del Festival
La cerimonia finale sarà dedicata alla consegna dei premi ufficiali delle opere in concorso, con i riconoscimenti assegnati alle categorie lungometraggi, cortometraggi e sezione giovani, a testimonianza della pluralità di linguaggi, sguardi e visioni che il Festival accoglie e valorizza.
Accanto ai premi del concorso, saranno conferiti i Premi alla Carriera a tre figure di riferimento del panorama artistico italiano: Ezio Greggio, Massimiliano Gallo e Massimo Ghini.
La serata, condotta dalla Presidente del Festival Annarita Borelli, con la partecipazione del Direttore Artistico Enrico Vanzina, intreccerà cinema, musica e racconto. La dimensione internazionale dell’evento troverà voce nella partecipazione dei tenori Zhu Jianwei, Ren Zixuan e Zheng Zhongxiang, protagonisti di un momento artistico che unisce culture e tradizioni diverse attraverso la forza universale del canto lirico.
Nel corso della serata, il direttore artistico Enrico Vanzina terrà un intervento sulla storia del cinema italiano: un racconto che intreccia memoria e visione per restituirne atmosfera, immaginario e dimensione umana.
A chiudere la serata e il Festival sarà la proiezione de Il tempo ritrovato, manifesto visivo del Festival, in una dedica finale alla memoria come filo invisibile che unisce passato, presente e futuro del cinema.
 
Le parole dei protagonisti
 
Annarita Borelli, Presidente del Festival:
«Un anno fa il Festival Internazionale del Cinema di Pompei nasceva da una necessità; oggi quella necessità ha preso forma. Con Enrico Vanzina abbiamo costruito un percorso fondato su coerenza e visione, con una domanda al centro: quale ruolo deve avere oggi la cultura? Il Tempo Ritrovato, manifesto visivo di questo Festival, nasce da questa esigenza: restituire al cinema la sua forza più profonda, quella di interrogare il tempo e trasformarlo in esperienza».
 
Enrico Vanzina, Direttore Artistico:
«Pompei ci ricorda che il passato non muore mai. Da questa consapevolezza nasce il Festival, con l'obiettivo di riflettere sull'identità culturale in un mondo a rischio omologazione. Il cinema, con le sue peculiarità nazionali e antropologiche, resta una straordinaria democrazia delle idee. In questa edizione vogliamo approfondire il legame tra cinema e scrittura, per esplorare i processi creativi che trasformano le storie in visione».