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IL DOPPIO EX - Magoni: "Il Napoli sta facendo un grande percorso in campionato, con l'Atalanta sarà una partita molto intensa, conteranno gli episodi e la pressione, polemiche arbitrali? Il Var in certi casi dovrebbe intervenire con più decisione, chi simula crea un doppio danno"
19.02.2026 12:12 di Redazione
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A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Oscar Magoni, direttore sportivo del Renate ed ex centrocampista, tra le tante, di Napoli, Bologna ed Atalanta. Di seguito, un estratto dell'intervista.

Direttore, gli infortuni hanno reso la stagione del Napoli più complicata del previsto. Qual è, secondo lei, la causa di tutti questi problemi muscolari?

"È una domanda importantissima. Io non posso dare una risposta precisa perché non sono dentro lo staff del Napoli e quindi non conosco nel dettaglio le situazioni. Ogni infortunio ha una storia a sé, legata al percorso del singolo calciatore. Però quando arrivi a 23 infortuni muscolari è chiaro che una riflessione va fatta. Nonostante tutto, però, io guardo il bicchiere mezzo pieno, il Napoli, in campionato, sta facendo un grande percorso. Non so quante altre squadre, con tutti questi infortuni, sarebbero riuscite a restare così in alto in classifica. Certo, magari in Champions League e in Coppa Italia ci si aspettava qualcosa in più, soprattutto in Europa, ma in campionato chi è sceso in campo ha dato tutto. È evidente però che, nella testa dell'allenatore, probabilmente c'era un undici titolare diverso rispetto a quello che poi ha potuto schierare con continuità. I risultati in campionato stanno arrivando, ma con 23 infortuni è difficile mantenere sempre equilibrio e continuità".

Mister Antonio Conte, in alcune conferenze stampa, ha scaricato responsabilità su fattori esterni. Questo non stride un po' con l'idea che si vince e si perde tutti insieme?

"Ho sentito alcune dichiarazioni, ma mi sembra strano che Conte voglia sottrarsi alle responsabilità. Non credo sia nel suo stile. Sicuramente avrà avuto le sue motivazioni. In ogni società ognuno ha il proprio ruolo e le proprie responsabilità, questo è chiaro. Però questo non è il momento delle polemiche interne, adesso bisogna restare concentrati sulle partite e sul finale di stagione. Poi, a mente fredda, ci si potrà sedere attorno a un tavolo e analizzare tutto con serenità".

Direttore, le polemiche arbitrali e le simulazioni stanno accendendo ogni zona del campo. È giusto analizzare questi episodi e cercare una soluzione? Quale potrebbe essere secondo lei?

"Le simulazioni e le accentuazioni ci sono sempre state nel calcio, non è un fenomeno di oggi. Il nostro campionato non è né migliore né peggiore di altri sotto questo aspetto. È vero però che negli ultimi anni si vedono troppi giocatori buttarsi a terra anche per contatti minimi. Una volta molte situazioni si gestivano direttamente in campo, oggi con il regolamento attuale serve un supporto esterno. Il Var deve poter intervenire in situazioni che oggi alterano il risultato di una partita, anche se il protocollo non lo consente. Cinque giornate di squalifica ai simulatori. Secondo me in certi casi il VAR dovrebbe intervenire con più decisione, soprattutto quando una simulazione può cambiare l'esito di una partita o addirittura di un campionato, magari in uno scontro diretto. Penso che chi simula in maniera evidente debba ricevere squalifiche pesanti, anche di cinque o sei giornate, per dare un segnale forte. Perché chi simula non danneggia solo l'avversario, ma anche la propria squadra: rischia di restare fuori a lungo e crea un danno doppio".

Domenica alle 15 si affronteranno Atalanta e Napoli in una sfida cruciale per la zona Champions. Lei conosce bene entrambe le realtà, come arrivano a questo appuntamento?

"Le conosco bene entrambe. Credo che l'Atalanta arrivi leggermente meglio dal punto di vista fisico e mentale, al di là della sconfitta europea, la squadra sta bene e ha una condizione generale molto buona. Il Napoli, invece, viene da qualche risultato altalenante e ha perso un po' di terreno rispetto a chi sta davanti. Però proprio per questo, vincendo, potrebbe rientrare pienamente nella corsa Champions. Sarà una partita molto intensa, determinata dagli episodi e dalla pressione. L'Atalanta ha forse più necessità di vincere, ma il Napoli sa che è un'occasione fondamentale per rilanciarsi definitivamente".

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di Redazione

19/02/2026 - 12:12

A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Oscar Magoni, direttore sportivo del Renate ed ex centrocampista, tra le tante, di Napoli, Bologna ed Atalanta. Di seguito, un estratto dell'intervista.

Direttore, gli infortuni hanno reso la stagione del Napoli più complicata del previsto. Qual è, secondo lei, la causa di tutti questi problemi muscolari?

"È una domanda importantissima. Io non posso dare una risposta precisa perché non sono dentro lo staff del Napoli e quindi non conosco nel dettaglio le situazioni. Ogni infortunio ha una storia a sé, legata al percorso del singolo calciatore. Però quando arrivi a 23 infortuni muscolari è chiaro che una riflessione va fatta. Nonostante tutto, però, io guardo il bicchiere mezzo pieno, il Napoli, in campionato, sta facendo un grande percorso. Non so quante altre squadre, con tutti questi infortuni, sarebbero riuscite a restare così in alto in classifica. Certo, magari in Champions League e in Coppa Italia ci si aspettava qualcosa in più, soprattutto in Europa, ma in campionato chi è sceso in campo ha dato tutto. È evidente però che, nella testa dell'allenatore, probabilmente c'era un undici titolare diverso rispetto a quello che poi ha potuto schierare con continuità. I risultati in campionato stanno arrivando, ma con 23 infortuni è difficile mantenere sempre equilibrio e continuità".

Mister Antonio Conte, in alcune conferenze stampa, ha scaricato responsabilità su fattori esterni. Questo non stride un po' con l'idea che si vince e si perde tutti insieme?

"Ho sentito alcune dichiarazioni, ma mi sembra strano che Conte voglia sottrarsi alle responsabilità. Non credo sia nel suo stile. Sicuramente avrà avuto le sue motivazioni. In ogni società ognuno ha il proprio ruolo e le proprie responsabilità, questo è chiaro. Però questo non è il momento delle polemiche interne, adesso bisogna restare concentrati sulle partite e sul finale di stagione. Poi, a mente fredda, ci si potrà sedere attorno a un tavolo e analizzare tutto con serenità".

Direttore, le polemiche arbitrali e le simulazioni stanno accendendo ogni zona del campo. È giusto analizzare questi episodi e cercare una soluzione? Quale potrebbe essere secondo lei?

"Le simulazioni e le accentuazioni ci sono sempre state nel calcio, non è un fenomeno di oggi. Il nostro campionato non è né migliore né peggiore di altri sotto questo aspetto. È vero però che negli ultimi anni si vedono troppi giocatori buttarsi a terra anche per contatti minimi. Una volta molte situazioni si gestivano direttamente in campo, oggi con il regolamento attuale serve un supporto esterno. Il Var deve poter intervenire in situazioni che oggi alterano il risultato di una partita, anche se il protocollo non lo consente. Cinque giornate di squalifica ai simulatori. Secondo me in certi casi il VAR dovrebbe intervenire con più decisione, soprattutto quando una simulazione può cambiare l'esito di una partita o addirittura di un campionato, magari in uno scontro diretto. Penso che chi simula in maniera evidente debba ricevere squalifiche pesanti, anche di cinque o sei giornate, per dare un segnale forte. Perché chi simula non danneggia solo l'avversario, ma anche la propria squadra: rischia di restare fuori a lungo e crea un danno doppio".

Domenica alle 15 si affronteranno Atalanta e Napoli in una sfida cruciale per la zona Champions. Lei conosce bene entrambe le realtà, come arrivano a questo appuntamento?

"Le conosco bene entrambe. Credo che l'Atalanta arrivi leggermente meglio dal punto di vista fisico e mentale, al di là della sconfitta europea, la squadra sta bene e ha una condizione generale molto buona. Il Napoli, invece, viene da qualche risultato altalenante e ha perso un po' di terreno rispetto a chi sta davanti. Però proprio per questo, vincendo, potrebbe rientrare pienamente nella corsa Champions. Sarà una partita molto intensa, determinata dagli episodi e dalla pressione. L'Atalanta ha forse più necessità di vincere, ma il Napoli sa che è un'occasione fondamentale per rilanciarsi definitivamente".