In Evidenza
ON AIR - Agostinelli: "Scudetto? Se il Napoli vince e l’Inter perde il campionato si riapre"
02.04.2026 12:10 di Redazione
aA

A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Atalanta.

Mister, la debacle della Nazionale era annunciata o secondo lei è stato un fulmine a ciel sereno?

“Non me l’aspettavo, devo dire la verità. Però credo che, dopo tre Mondiali consecutivi mancati, sia arrivato il momento di ripartire davvero da zero, anzi da sotto zero. Non servono più parole o giustificazioni come al solito dopo queste disfatte. La prima cosa da fare, secondo me, è ridurre il numero di stranieri. Poi si può lavorare sull’organizzazione dei settori giovanili e su tutto il resto, ma oggi non è possibile vedere squadre con solo due o tre italiani in rosa".

Sarà decisivo il confronto con il Consiglio federale, ma il presidente Gravina sembra voler resistere e non dimettersi: cosa ne pensa?

“Credo che a caldo non si prenda mai una decisione definitiva. Oggi sembra non voglia dimettersi, ma con il passare dei giorni tutti dovranno riflettere bene. Siamo arrivati al punto di dare un colpo di spugna e ripartire davvero da zero e ripartire significa valorizzare i nostri calciatori italiani, farli crescere nei settori giovanili nel modo giusto e farli giocare di più in Serie A e in Serie B. La situazione è drammatica sotto questo profilo: una volta il calcio era lo sport principale in Italia, oggi non è più così".

In questi casi paga anche il commissario tecnico: quindi probabilmente si cambierà ancora. Si può risollevare la Nazionale con nuovi nomi oppure si tornerà su profili come Roberto Mancini o Antonio Conte?

“Ti dico solo questo: siamo passati da Ventura a Mancini, poi a Spalletti. Allenatori diversi, anche vincenti. Possibile che siano tutti scarsi? Io non credo. Non è un problema tecnico di chi guida la squadra, è un problema generazionale. Da 10-15 anni non abbiamo più grandi talenti e non si è mai fatto nulla di concreto, solo parole".

Però le nazionali Under continuano a ottenere buoni risultati: dov’è allora il problema?

“Quanti di questi ragazzi poi giocano titolari in Serie A? Pochissimi. È questo il punto. I giocatori, per crescere e rendere, devono giocare. Se hai un ragazzo bravo ma non scende mai in campo, come fai a valutarlo e a farlo migliorare? Non è possibile".

Come si riparte allora concretamente?

“Si deve cambiare e ripartire da zero, soprattutto dai settori giovanili. Bisogna tornare a valorizzare i calciatori che sanno giocare con il pallone, perché il calcio si gioca con il pallone, non solo con il fisico. Oggi si guarda troppo all’altezza e alla struttura fisica, ma i talenti vanno coltivati e accompagnati. E poi, torno a dirlo, bisogna ridurre gli stranieri. Oggi il calcio è diventato business e la Nazionale conta meno, questa è la realtà. Ma così si penalizzano i nostri giocatori. Basta vedere squadre come il Como o l’Udinese, con pochissimi italiani in campo".

Questo turno di campionato può riaprire la corsa allo scudetto?

“Se il Napoli vince e l’Inter perde, sì, il campionato si riapre. Se invece questi risultati non arrivano, per me resta chiuso".

ULTIMISSIME IN EVIDENZA
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
ON AIR - Agostinelli: "Scudetto? Se il Napoli vince e l’Inter perde il campionato si riapre"

di Redazione

02/04/2026 - 12:10

A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Atalanta.

Mister, la debacle della Nazionale era annunciata o secondo lei è stato un fulmine a ciel sereno?

“Non me l’aspettavo, devo dire la verità. Però credo che, dopo tre Mondiali consecutivi mancati, sia arrivato il momento di ripartire davvero da zero, anzi da sotto zero. Non servono più parole o giustificazioni come al solito dopo queste disfatte. La prima cosa da fare, secondo me, è ridurre il numero di stranieri. Poi si può lavorare sull’organizzazione dei settori giovanili e su tutto il resto, ma oggi non è possibile vedere squadre con solo due o tre italiani in rosa".

Sarà decisivo il confronto con il Consiglio federale, ma il presidente Gravina sembra voler resistere e non dimettersi: cosa ne pensa?

“Credo che a caldo non si prenda mai una decisione definitiva. Oggi sembra non voglia dimettersi, ma con il passare dei giorni tutti dovranno riflettere bene. Siamo arrivati al punto di dare un colpo di spugna e ripartire davvero da zero e ripartire significa valorizzare i nostri calciatori italiani, farli crescere nei settori giovanili nel modo giusto e farli giocare di più in Serie A e in Serie B. La situazione è drammatica sotto questo profilo: una volta il calcio era lo sport principale in Italia, oggi non è più così".

In questi casi paga anche il commissario tecnico: quindi probabilmente si cambierà ancora. Si può risollevare la Nazionale con nuovi nomi oppure si tornerà su profili come Roberto Mancini o Antonio Conte?

“Ti dico solo questo: siamo passati da Ventura a Mancini, poi a Spalletti. Allenatori diversi, anche vincenti. Possibile che siano tutti scarsi? Io non credo. Non è un problema tecnico di chi guida la squadra, è un problema generazionale. Da 10-15 anni non abbiamo più grandi talenti e non si è mai fatto nulla di concreto, solo parole".

Però le nazionali Under continuano a ottenere buoni risultati: dov’è allora il problema?

“Quanti di questi ragazzi poi giocano titolari in Serie A? Pochissimi. È questo il punto. I giocatori, per crescere e rendere, devono giocare. Se hai un ragazzo bravo ma non scende mai in campo, come fai a valutarlo e a farlo migliorare? Non è possibile".

Come si riparte allora concretamente?

“Si deve cambiare e ripartire da zero, soprattutto dai settori giovanili. Bisogna tornare a valorizzare i calciatori che sanno giocare con il pallone, perché il calcio si gioca con il pallone, non solo con il fisico. Oggi si guarda troppo all’altezza e alla struttura fisica, ma i talenti vanno coltivati e accompagnati. E poi, torno a dirlo, bisogna ridurre gli stranieri. Oggi il calcio è diventato business e la Nazionale conta meno, questa è la realtà. Ma così si penalizzano i nostri giocatori. Basta vedere squadre come il Como o l’Udinese, con pochissimi italiani in campo".

Questo turno di campionato può riaprire la corsa allo scudetto?

“Se il Napoli vince e l’Inter perde, sì, il campionato si riapre. Se invece questi risultati non arrivano, per me resta chiuso".