Calcio
IL PENSIERO - Trotta: "Il portiere è la base sulla quale costruire una squadra, ai Mondiali i grandi calciatori fanno la differenza, Palestra? L'Inter sarebbe stata la scelta migliore"
25.06.2026 13:17 di Redazione
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A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex calciatore di Napoli e Juve. Di seguito, un estratto dell’intervista. 
 
Mister, Le piace l'evoluzione del ruolo del portiere?
 
“Mi piace, anche se resto legato alla vecchia mentalità. Per me il portiere è la base sulla quale costruire una squadra. È un ruolo fondamentale e credo che l'obiettivo di ogni club debba essere quello di avere un titolare ben definito. Poi, durante la stagione, ci possono essere errori di valutazione o cambiamenti, ma partire con un portiere di riferimento è essenziale”.
 
Mason Greenwood è un nome che, in ottica Roma, La convince?
 
“Mi convince. So che è un giocatore molto gradito a Gasperini e mi risulta che ci sia grande sintonia con il nuovo direttore sportivo. Evidentemente è un profilo che piace a tutti all'interno del progetto tecnico. Poi, naturalmente, non so se l'operazione potrà andare in porto, perché bisogna capire quali siano oggi i margini della Roma sul mercato. Se ci sarà la possibilità di investire, mi auguro che possa farlo. La Roma sta facendo passi in avanti e spero che, dopo tanti anni, possa tornare a lottare fino alla fine per lo Scudetto”.
 
Questi Mondiali stanno confermando quanto sia importante avere un campione capace di fare la differenza all'interno di una squadra. È d'accordo?
 
“Assolutamente sì. Il gruppo è fondamentale, ma nelle grandi squadre c'è sempre un campione che sposta gli equilibri. Lo vediamo con Messi, con Lamine Yamal e lo abbiamo visto con Cristiano Ronaldo. I grandi calciatori fanno la differenza. Se una società ha la possibilità di investire su giocatori di altissimo livello, unita a un progetto serio e a continuità nel tempo, alla fine raccoglie i risultati e vince. È quello che, ad esempio, è riuscito a fare anche il Paris Saint-Germain. Per quanto riguarda le Nazionali, invece, devi essere anche fortunato che determinati campioni nascano nel tuo Paese. Questo cambia inevitabilmente gli equilibri. Finora è stato un Mondiale equilibrato, con diverse sorprese, ma credo che andando avanti emergeranno le vere favorite. Anche se, come accade spesso, una sorpresa potrebbe arrivare fino ai quarti o addirittura alle semifinali”.
 
Volevo portarla su un tema che riguarda l'Inter. Senza giudicare la scelta di Marco Palestra, perché ognuno è libero di decidere il proprio futuro, Le chiedo: da parte dell'Inter fermarsi a circa 50 milioni, mentre il Chelsea ha chiuso l'operazione per poco meno di 60, è stata la scelta giusta oppure uno sforzo ulteriore andava fatto?
 
“Sono dinamiche interne alla trattativa che dall'esterno è difficile conoscere. Sicuramente l'aspetto economico ha avuto un peso: se un ragazzo può guadagnare il doppio rispetto a quanto percepirebbe in Italia è normale che faccia le proprie valutazioni. Dal punto di vista puramente calcistico, però, io penso che per Marco Palestra sarebbe stata più indicata l'Inter. Dopo l'esperienza al Cagliari, avrebbe trovato un ambiente ideale per crescere, confrontarsi con più competizioni e completare il suo percorso. Per questo, a livello tecnico, ritengo che l'Inter sarebbe stata la scelta migliore”.
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IL PENSIERO - Trotta: "Il portiere è la base sulla quale costruire una squadra, ai Mondiali i grandi calciatori fanno la differenza, Palestra? L'Inter sarebbe stata la scelta migliore"

di Redazione

25/06/2026 - 13:17

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex calciatore di Napoli e Juve. Di seguito, un estratto dell’intervista. 
 
Mister, Le piace l'evoluzione del ruolo del portiere?
 
“Mi piace, anche se resto legato alla vecchia mentalità. Per me il portiere è la base sulla quale costruire una squadra. È un ruolo fondamentale e credo che l'obiettivo di ogni club debba essere quello di avere un titolare ben definito. Poi, durante la stagione, ci possono essere errori di valutazione o cambiamenti, ma partire con un portiere di riferimento è essenziale”.
 
Mason Greenwood è un nome che, in ottica Roma, La convince?
 
“Mi convince. So che è un giocatore molto gradito a Gasperini e mi risulta che ci sia grande sintonia con il nuovo direttore sportivo. Evidentemente è un profilo che piace a tutti all'interno del progetto tecnico. Poi, naturalmente, non so se l'operazione potrà andare in porto, perché bisogna capire quali siano oggi i margini della Roma sul mercato. Se ci sarà la possibilità di investire, mi auguro che possa farlo. La Roma sta facendo passi in avanti e spero che, dopo tanti anni, possa tornare a lottare fino alla fine per lo Scudetto”.
 
Questi Mondiali stanno confermando quanto sia importante avere un campione capace di fare la differenza all'interno di una squadra. È d'accordo?
 
“Assolutamente sì. Il gruppo è fondamentale, ma nelle grandi squadre c'è sempre un campione che sposta gli equilibri. Lo vediamo con Messi, con Lamine Yamal e lo abbiamo visto con Cristiano Ronaldo. I grandi calciatori fanno la differenza. Se una società ha la possibilità di investire su giocatori di altissimo livello, unita a un progetto serio e a continuità nel tempo, alla fine raccoglie i risultati e vince. È quello che, ad esempio, è riuscito a fare anche il Paris Saint-Germain. Per quanto riguarda le Nazionali, invece, devi essere anche fortunato che determinati campioni nascano nel tuo Paese. Questo cambia inevitabilmente gli equilibri. Finora è stato un Mondiale equilibrato, con diverse sorprese, ma credo che andando avanti emergeranno le vere favorite. Anche se, come accade spesso, una sorpresa potrebbe arrivare fino ai quarti o addirittura alle semifinali”.
 
Volevo portarla su un tema che riguarda l'Inter. Senza giudicare la scelta di Marco Palestra, perché ognuno è libero di decidere il proprio futuro, Le chiedo: da parte dell'Inter fermarsi a circa 50 milioni, mentre il Chelsea ha chiuso l'operazione per poco meno di 60, è stata la scelta giusta oppure uno sforzo ulteriore andava fatto?
 
“Sono dinamiche interne alla trattativa che dall'esterno è difficile conoscere. Sicuramente l'aspetto economico ha avuto un peso: se un ragazzo può guadagnare il doppio rispetto a quanto percepirebbe in Italia è normale che faccia le proprie valutazioni. Dal punto di vista puramente calcistico, però, io penso che per Marco Palestra sarebbe stata più indicata l'Inter. Dopo l'esperienza al Cagliari, avrebbe trovato un ambiente ideale per crescere, confrontarsi con più competizioni e completare il suo percorso. Per questo, a livello tecnico, ritengo che l'Inter sarebbe stata la scelta migliore”.