A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista direttore di TUTTOmercatoWEB Radio.
"No, non mi entusiasma moltissimo, devo essere sincero. Anche perché non mi sembra tanto una candidatura quella di Conte, quanto piuttosto una sorta di autocandidatura. Molti l’hanno interpretata così, ma io non la vedo allo stesso modo. Pur riconoscendogli grandi meriti, non sono un grande amante dei ritorni. Inoltre bisogna fare una valutazione: Conte è uno che vive molto il campo, il lavoro quotidiano, e ho dei dubbi che possa fare per quattro anni solo il commissario tecnico. Non metto in discussione le sue qualità, perché ha già fatto bene con la Nazionale, anche con una squadra non ricchissima di talento. Ha dimostrato che si può lavorare valorizzando al massimo ciò che si ha a disposizione. È questo il compito di un allenatore: esaltare la rosa che ha, non lamentarsi continuamente di ciò che manca. Lui questo lo ha fatto, sia in Nazionale sia quest’anno al Napoli. Detto questo, però, l’idea non mi entusiasma: prima vorrei capire chi sarà il presidente della Federazione, perché quello è il primo tassello fondamentale".
Direttore, le faccio un nome e lei mi dice cosa ne pensa. Considerando la crescita dello sport italiano in generale, non sarebbe opportuno affidare la FIGC a Giovanni Malagò, attuale presidente del CONI?
"Come profilo le dico di sì, perché è uno che ha fatto bene e ha portato risultati. Permettimi di dire anche che è una persona fortunata e nello sport la fortuna serve. È sicuramente un nome credibile. Però io andrei su qualcosa di completamente nuovo, magari su un profilo alla Velasco: qualcuno che conosce lo sport a 360 gradi e poi lo affiancherei a figure di calcio importanti. Questa sarebbe la mia idea. Detto questo, Malagò è sicuramente uno dei nomi più adatti tra quelli circolati finora".
Direttore, quindi è uno dei profili più credibili in assoluto?
"Sì, perché per lui parlano i risultati. Bisogna riconoscere il lavoro fatto. È anche una figura politica importante, capace di gestire rapporti e situazioni complesse. Però, chiunque arrivi, deve essere affiancato da figure tecniche competenti all’interno della Federazione. Questo è inevitabile".
Tornando ad Antonio Conte, dopo Napoli-Milan ha dichiarato che, se fosse lui il presidente della FIGC, prenderebbe in considerazione il suo nome per la Nazionale. Secondo lei è stato fuori luogo dirlo in questo momento?
"La domanda gli è stata fatta e lui ha risposto. Conte è così, lo conosciamo. Poi alla fine contano i risultati, e lui li porta. Anche De Laurentiis, secondo me, ha fatto qualche riflessione. Sappiamo che il Napoli ha cambiato molto per accontentare Conte e magari si sta valutando il futuro. Sono dinamiche che fanno parte del calcio".
Prima di queste dichiarazioni, però, c’è stata la vittoria del Napoli contro il Milan, secondo lei rilancia davvero le ambizioni scudetto del Napoli o resta una corsa solo dell’Inter?
"Dipende sempre dall’Inter, c’è poco da girarci intorno. L’Inter ha una partita importante nel prossimo turno, contro una squadra che può darle fastidio, anche se resta favorita. Il Napoli, però, è vivo: ha fatto cinque vittorie consecutive, sta facendo quello che deve fare ed è lì al secondo posto. Deve continuare così e sperare che davanti succeda qualcosa. È chiaro che gli infortuni hanno inciso tanto durante la stagione, altrimenti sarebbe stato ancora più vicino all’Inter. Però anche lì bisogna capire perché ci sono stati. In ogni caso, oggi il campionato resta aperto, ma tutto dipende dall’Inter".
Se la lotta scudetto dipende dall’Inter, da chi dipende invece la corsa al quarto posto? Como, Juventus, Roma e Atalanta sono tutte in corsa: chi vede favorito?
"È una domanda difficile. La Roma è in difficoltà, l’Atalanta sta crescendo molto e ha anche scontri diretti che potrebbero favorirla. La Juventus ha fatto una vittoria importante e si è rimessa in corsa. Il Como è davanti, quindi in questo momento partirei da loro, anche se ha un calendario complicato. Basta un passo falso e tutto cambia. La Juventus, ad esempio, ha una partita difficile contro l’Atalanta. Il prossimo turno può dire tanto. Paradossalmente anche la Roma, pur nel momento complicato, potrebbe rientrare vincendo. Però le dico: attenzione all’Atalanta, perché è la squadra che da gennaio ha fatto più punti tra queste e sta arrivando molto forte".