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IL COMMENTO - Trotta: "Napoli? Italiano è un profilo interessante, Allegri è un vincente"
28.05.2026 12:12 di Redazione
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A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex calciatore di Napoli e Juve.

Qualche giorno fa guardavo una fotografia del Viareggio 2003, la squadra che vinse quel torneo con Gian Piero Gasperini allenatore. A rivederli oggi, almeno sette o otto su diciotto sono diventati giocatori di Serie A. Oggi invece si fa molta più fatica a far emergere talenti dalle Primavere: cosa ne pensa? 

“Già negli anni prima e subito dopo c'erano settori giovanili fortissimi. Penso alla mia esperienza: c'erano giocatori come Tommaso Rocchi, c'era Pecorari, c'erano tanti ragazzi interessanti. Alla Juventus, ad esempio, lavoravano molto bene con i giovani e infatti ne uscivano tanti di livello. Il discorso però è sottile per un motivo semplice: non è che non cambi nulla, è che viene tutto messo sotto una lente diversa. Quando vai agli Europei o ai Mondiali sembra che ci sia una svolta, poi però dopo poco si torna tutto come prima. Il tema dei giovani italiani viene tirato fuori e poi dimenticato, perché evidentemente non c'è la volontà reale di cambiare davvero questo sistema".

Restando sull'attualità: il Napoli sta vivendo una fase delicata con il cambio in panchina e l'addio di Antonio Conte. Che impressione le ha fatto la conferenza stampa congiunta tra Conte e il presidente Aurelio De Laurentiis? 

“Secondo me quella conferenza nasce già dopo un percorso concluso, dopo due anni importanti e uno scudetto. Però andava organizzata in modo diverso. Detto questo, al di là delle dinamiche, io ho visto una situazione un po' particolare. A me non è piaciuto molto quando il discorso è andato sugli infortuni o sul confronto con l'Inter campione. Il presidente, giustamente, difendeva il lavoro della società e i bilanci, ma allo stesso tempo non si può dimenticare che il Napoli ha investito tanto. Sono arrivati giocatori importanti che poi, per vari motivi, non hanno reso come ci si aspettava. Però non si può dire che la società non abbia fatto la sua. Ha anche trattenuto giocatori che avevano mercato. Alla fine credo ci fosse anche la volontà di chiudere velocemente: sembrava quasi più un podcast che una conferenza stampa, un confronto abbastanza diretto tra le parti".

Si parla spesso anche di calcio "semplice" o addirittura povero dal punto di vista tecnico, come nel caso di alcune squadre di Massimiliano Allegri. Secondo lei oggi nel calcio italiano manca soprattutto qualità o altro? 

“Credo che non basti il bel gioco, ma serva almeno una base di ferocia agonistica. Se manca anche quella, diventa difficile. Poi però bisogna essere onesti: anche squadre come il Milan, che sulla carta ha giocatori superiori rispetto ad altre realtà, ha perso punti con squadre come la Cremonese o ha pareggiato partite che non avrebbe dovuto pareggiare. Questo significa che qualcosa non funziona. Non è solo una questione tecnica, ma anche mentale e di atteggiamento. Se entri in campo camminando, per me non stai rispettando il gioco. E questo vale per chiunque, indipendentemente dal nome".

Chi sarà il prossimo allenatore del Napoli? 

“Se dovesse essere Vincenzo Italiano, sarebbe una scelta che condivido, perché comunque serve anche la voglia di misurarsi con una grande piazza. Italiano è un profilo interessante, ha fatto bene a Bologna e credo ci siano stati contatti. Allegri è un vincente, uno che ha già dimostrato tutto, però ogni scelta va contestualizzata. Se invece fosse un nome diverso, un "mister X", bisogna capire bene di chi si tratta. Ma tra i nomi che circolano, oggi questi sono quelli più credibili".

Si parla anche di un possibile addio di Zambo Anguissa e di un interesse della Juventus per Stanislav Lobotka. Quanto sono credibili queste voci? 

“Su queste voci è sempre difficile sbilanciarsi. Io spero che Lobotka resti, perché è un giocatore fondamentale per il Napoli. È un ruolo delicatissimo, il regista e trovare un sostituto non è semplice. Poi ci sono momenti in cui un giocatore può attraversare fasi diverse, più o meno lunghe, ma parliamo comunque di un calciatore importante. Per quanto riguarda il resto, non mi sento di fare nomi o previsioni certe. Vedremo cosa succederà, ma il calcio oggi è molto fluido e tutto può cambiare rapidamente".

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IL COMMENTO - Trotta: "Napoli? Italiano è un profilo interessante, Allegri è un vincente"

di Redazione

28/05/2026 - 12:12

A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex calciatore di Napoli e Juve.

Qualche giorno fa guardavo una fotografia del Viareggio 2003, la squadra che vinse quel torneo con Gian Piero Gasperini allenatore. A rivederli oggi, almeno sette o otto su diciotto sono diventati giocatori di Serie A. Oggi invece si fa molta più fatica a far emergere talenti dalle Primavere: cosa ne pensa? 

“Già negli anni prima e subito dopo c'erano settori giovanili fortissimi. Penso alla mia esperienza: c'erano giocatori come Tommaso Rocchi, c'era Pecorari, c'erano tanti ragazzi interessanti. Alla Juventus, ad esempio, lavoravano molto bene con i giovani e infatti ne uscivano tanti di livello. Il discorso però è sottile per un motivo semplice: non è che non cambi nulla, è che viene tutto messo sotto una lente diversa. Quando vai agli Europei o ai Mondiali sembra che ci sia una svolta, poi però dopo poco si torna tutto come prima. Il tema dei giovani italiani viene tirato fuori e poi dimenticato, perché evidentemente non c'è la volontà reale di cambiare davvero questo sistema".

Restando sull'attualità: il Napoli sta vivendo una fase delicata con il cambio in panchina e l'addio di Antonio Conte. Che impressione le ha fatto la conferenza stampa congiunta tra Conte e il presidente Aurelio De Laurentiis? 

“Secondo me quella conferenza nasce già dopo un percorso concluso, dopo due anni importanti e uno scudetto. Però andava organizzata in modo diverso. Detto questo, al di là delle dinamiche, io ho visto una situazione un po' particolare. A me non è piaciuto molto quando il discorso è andato sugli infortuni o sul confronto con l'Inter campione. Il presidente, giustamente, difendeva il lavoro della società e i bilanci, ma allo stesso tempo non si può dimenticare che il Napoli ha investito tanto. Sono arrivati giocatori importanti che poi, per vari motivi, non hanno reso come ci si aspettava. Però non si può dire che la società non abbia fatto la sua. Ha anche trattenuto giocatori che avevano mercato. Alla fine credo ci fosse anche la volontà di chiudere velocemente: sembrava quasi più un podcast che una conferenza stampa, un confronto abbastanza diretto tra le parti".

Si parla spesso anche di calcio "semplice" o addirittura povero dal punto di vista tecnico, come nel caso di alcune squadre di Massimiliano Allegri. Secondo lei oggi nel calcio italiano manca soprattutto qualità o altro? 

“Credo che non basti il bel gioco, ma serva almeno una base di ferocia agonistica. Se manca anche quella, diventa difficile. Poi però bisogna essere onesti: anche squadre come il Milan, che sulla carta ha giocatori superiori rispetto ad altre realtà, ha perso punti con squadre come la Cremonese o ha pareggiato partite che non avrebbe dovuto pareggiare. Questo significa che qualcosa non funziona. Non è solo una questione tecnica, ma anche mentale e di atteggiamento. Se entri in campo camminando, per me non stai rispettando il gioco. E questo vale per chiunque, indipendentemente dal nome".

Chi sarà il prossimo allenatore del Napoli? 

“Se dovesse essere Vincenzo Italiano, sarebbe una scelta che condivido, perché comunque serve anche la voglia di misurarsi con una grande piazza. Italiano è un profilo interessante, ha fatto bene a Bologna e credo ci siano stati contatti. Allegri è un vincente, uno che ha già dimostrato tutto, però ogni scelta va contestualizzata. Se invece fosse un nome diverso, un "mister X", bisogna capire bene di chi si tratta. Ma tra i nomi che circolano, oggi questi sono quelli più credibili".

Si parla anche di un possibile addio di Zambo Anguissa e di un interesse della Juventus per Stanislav Lobotka. Quanto sono credibili queste voci? 

“Su queste voci è sempre difficile sbilanciarsi. Io spero che Lobotka resti, perché è un giocatore fondamentale per il Napoli. È un ruolo delicatissimo, il regista e trovare un sostituto non è semplice. Poi ci sono momenti in cui un giocatore può attraversare fasi diverse, più o meno lunghe, ma parliamo comunque di un calciatore importante. Per quanto riguarda il resto, non mi sento di fare nomi o previsioni certe. Vedremo cosa succederà, ma il calcio oggi è molto fluido e tutto può cambiare rapidamente".