A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuto Mirko Taccola, allenatore dello Scandicci ed ex difensore, fra le tante, di Napoli e Inter.
Mister, lei ha giocato in difesa sia con l’Inter sia con il Napoli. Vorrei partire da Alessandro Buongiorno che sta vivendo un periodo complicato. Secondo lei qual è il motivo?
“È difficile dirlo, ma nel corso di una stagione capita a tutti di attraversare momenti di difficoltà. È normale. L’importante è riuscire ad accorciare il più possibile questi periodi per evitare conseguenze peggiori. Parliamo comunque di un giocatore importante, che sa benissimo che in certi momenti bisogna dare qualcosa in più: più concentrazione, più presenza in partita. Sono convinto che già dalla prossima gara le cose possano e debbano cambiare, anche perché è una partita fondamentale e non va sbagliata".
Inter-Napoli è già una sfida che può dare indicazioni decisive per lo scudetto?
“Il Napoli non può perdere contro l’Inter, perché a sette punti dai nerazzurri sarebbe complicato ritornare in lotta per lo Scudetto. Se il Napoli perde, sicuramente il discorso scudetto diventa molto più complicato. Se invece non perde, resta tutto abbastanza invariato e si può continuare a pensare di lottare fino alla fine. Andare a meno sette punti sarebbe davvero difficile, anche perché l’Inter è una squadra in salute, che concede pochissimo. È una partita da non perdere, se la vinci è ovviamente meglio, ma anche un pareggio ti lascia tutto ancora aperto".
In caso di addio di Lorenzo Lucca, per il gioco di Conte e per le caratteristiche della squadra, secondo lei si adatterebbe meglio Artem Dovbyk o Evan Ferguson?
“Sinceramente credo che, se dovesse andare via Lucca, l’intenzione principale sia quella di recuperare Romelu Lukaku. Non penso che un eventuale nuovo attaccante possa ritagliarsi subito uno spazio importante con Lukaku di nuovo a disposizione. Io mi auguro che Lukaku rientri in condizione il prima possibile, perché potrebbe essere lui il vero acquisto del Napoli nel girone di ritorno. Gli altri li vedo più come opzioni dalla panchina, non da titolari".
Marianucci è stato spesso poco utilizzato e poi è subentrato contro il Verona. Secondo lei sarebbe giusto cederlo, magari in prestito, oppure tenerlo in rosa?
“Queste sono scelte societarie e tecniche. Può darsi che il ragazzo venga ceduto e magari sostituito, oppure che si decida di tenerlo. Di sicuro ha voglia di giocare e di avere minutaggio, e non so se a Napoli riuscirà ad averlo con continuità. È probabile che possa cercarlo altrove. Per ora ho sentito solo voci di cessioni, poi se va via Lucca qualcuno dovrà anche entrare, ma con un mercato a saldo zero, senza cessioni importanti, diventa complicato acquistare".
Quindi secondo lei la rosa non verrà toccata più di tanto?
“Sì, credo che alla fine possa uscire Lucca, ma per il resto non penso che la rosa venga ulteriormente modificata".
Domenica sera si affrontano due allenatori molto diversi: Antonio Conte e Cristian Chivu. Dal punto di vista comunicativo, da che parte si sente più vicino?
“Dal punto di vista tecnico oggi non c’è paragone, perché Chivu ha iniziato praticamente l’altro ieri come allenatore. Conte è da anni sulla breccia e fa bene ovunque. Anche il vissuto conta, Conte può permettersi certi atteggiamenti, Chivu invece è all’inizio ed è giusto che mantenga un profilo più basso. Hanno due modi di comunicare diversi perché hanno storie diverse. L’arroganza di Conte, chiamiamola così, spesso è anche calcolata: si mette sulla difensiva, forza la comunicazione e lo fa in modo molto studiato. Non è mai avventata. Sa quello che fa e quello che dice e quando forza ottiene quasi sempre qualcosa di positivo, come abbiamo visto anche dopo Bologna, prima dell’ultima pausa per le nazionali. Era il momento giusto per farlo e il Napoli poi è ripartito".
di Redazione
09/01/2026 - 11:59
A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuto Mirko Taccola, allenatore dello Scandicci ed ex difensore, fra le tante, di Napoli e Inter.
Mister, lei ha giocato in difesa sia con l’Inter sia con il Napoli. Vorrei partire da Alessandro Buongiorno che sta vivendo un periodo complicato. Secondo lei qual è il motivo?
“È difficile dirlo, ma nel corso di una stagione capita a tutti di attraversare momenti di difficoltà. È normale. L’importante è riuscire ad accorciare il più possibile questi periodi per evitare conseguenze peggiori. Parliamo comunque di un giocatore importante, che sa benissimo che in certi momenti bisogna dare qualcosa in più: più concentrazione, più presenza in partita. Sono convinto che già dalla prossima gara le cose possano e debbano cambiare, anche perché è una partita fondamentale e non va sbagliata".
Inter-Napoli è già una sfida che può dare indicazioni decisive per lo scudetto?
“Il Napoli non può perdere contro l’Inter, perché a sette punti dai nerazzurri sarebbe complicato ritornare in lotta per lo Scudetto. Se il Napoli perde, sicuramente il discorso scudetto diventa molto più complicato. Se invece non perde, resta tutto abbastanza invariato e si può continuare a pensare di lottare fino alla fine. Andare a meno sette punti sarebbe davvero difficile, anche perché l’Inter è una squadra in salute, che concede pochissimo. È una partita da non perdere, se la vinci è ovviamente meglio, ma anche un pareggio ti lascia tutto ancora aperto".
In caso di addio di Lorenzo Lucca, per il gioco di Conte e per le caratteristiche della squadra, secondo lei si adatterebbe meglio Artem Dovbyk o Evan Ferguson?
“Sinceramente credo che, se dovesse andare via Lucca, l’intenzione principale sia quella di recuperare Romelu Lukaku. Non penso che un eventuale nuovo attaccante possa ritagliarsi subito uno spazio importante con Lukaku di nuovo a disposizione. Io mi auguro che Lukaku rientri in condizione il prima possibile, perché potrebbe essere lui il vero acquisto del Napoli nel girone di ritorno. Gli altri li vedo più come opzioni dalla panchina, non da titolari".
Marianucci è stato spesso poco utilizzato e poi è subentrato contro il Verona. Secondo lei sarebbe giusto cederlo, magari in prestito, oppure tenerlo in rosa?
“Queste sono scelte societarie e tecniche. Può darsi che il ragazzo venga ceduto e magari sostituito, oppure che si decida di tenerlo. Di sicuro ha voglia di giocare e di avere minutaggio, e non so se a Napoli riuscirà ad averlo con continuità. È probabile che possa cercarlo altrove. Per ora ho sentito solo voci di cessioni, poi se va via Lucca qualcuno dovrà anche entrare, ma con un mercato a saldo zero, senza cessioni importanti, diventa complicato acquistare".
Quindi secondo lei la rosa non verrà toccata più di tanto?
“Sì, credo che alla fine possa uscire Lucca, ma per il resto non penso che la rosa venga ulteriormente modificata".
Domenica sera si affrontano due allenatori molto diversi: Antonio Conte e Cristian Chivu. Dal punto di vista comunicativo, da che parte si sente più vicino?
“Dal punto di vista tecnico oggi non c’è paragone, perché Chivu ha iniziato praticamente l’altro ieri come allenatore. Conte è da anni sulla breccia e fa bene ovunque. Anche il vissuto conta, Conte può permettersi certi atteggiamenti, Chivu invece è all’inizio ed è giusto che mantenga un profilo più basso. Hanno due modi di comunicare diversi perché hanno storie diverse. L’arroganza di Conte, chiamiamola così, spesso è anche calcolata: si mette sulla difensiva, forza la comunicazione e lo fa in modo molto studiato. Non è mai avventata. Sa quello che fa e quello che dice e quando forza ottiene quasi sempre qualcosa di positivo, come abbiamo visto anche dopo Bologna, prima dell’ultima pausa per le nazionali. Era il momento giusto per farlo e il Napoli poi è ripartito".