NAPOLI - Rosa Petrazzuolo, vice direttrice di "Napoli Magazine", ha commentato su Instagram l'iconico e indimenticabile concerto di Geolier, rapper napoletano, allo Stadio Diego Armando Maradona: "Geolier ringrazia allo stadio Maradona i suoi fan. "È grazie a voi se tutto è possibile", dice con una genuinità unica che arriva dritta al cuore della gente. Durante il concerto trasmesso in mondovisione da Amazonmusic.it su Prime Video il rapper di Secondigliano canta per due ore e mezza, vive il palco come un dono, la sua musica emoziona perché arriva in modo diretto, sia quando parla di amore e di amicizia sia quando parla di Napoli, di spaccati della periferia, di ricchezza e povertà, dei veri valori che contano nella vita. Parla con il pubblico con la naturalezza di un padrone di casa durante una grande festa, chiede scusa nel togliersi un giubbotto di pelle che lo fa sudare troppo in una serata dal clima rovente, abbraccia un ragazzo che gli mostra un cartellone in memoria del fratello scomparso, "si alza in volo" e manda in visibilio lo stadio, cantando a squarciagola "P Secondigliano", a testa in giù, planando verso il palco e poi di nuovo su, sempre più in alto tra giravolte e note, in un abbraccio collettivo di musica e parole. Ringrazia la sua band e l'orchestra, annuncia che i suoi futuri concerti del 2027 saranno solo al Maradona, annuncia altre tre date dopo le prime tre andate sold out: saranno sei giorni di festa grande e chi vorrà ascoltarlo dovrà venire a Napoli, avendo l'occasione di visitare la città e di capire meglio la realtà da lui cantata. Dopo aver portato Napoli con la sua musica in giro per l'Italia ora è l'Italia a dover venire a Napoli, dice e poi riprende a cantare, sempre in napoletano, lingua identitaria di cultura e radici, con una musicalità unica. Geolier ogni tanto esclama "wow", si guarda intorno e non perde la meraviglia nel vedere lo stadio ancora una volta pieno per lui, la gratitudine lo accompagna. Scende dal palco, canta e saluta i fan in prima fila, tocca un fiume di mani, incrocia sguardi, sorrisi, affetto, gioia condivisa. Il pubblico di tanto in tanto gli dedica cori chiamandolo per nome, Emanuele è uno di loro, Emanuele non si dà arie da vip, Emanuele conquista tutti con la sua umiltà. La festa continua fino ai fuochi d'artificio finali, si spengono i riflettori su una serata indimenticabile #geolier".
di Redazione
29/06/2026 - 09:44
NAPOLI - Rosa Petrazzuolo, vice direttrice di "Napoli Magazine", ha commentato su Instagram l'iconico e indimenticabile concerto di Geolier, rapper napoletano, allo Stadio Diego Armando Maradona: "Geolier ringrazia allo stadio Maradona i suoi fan. "È grazie a voi se tutto è possibile", dice con una genuinità unica che arriva dritta al cuore della gente. Durante il concerto trasmesso in mondovisione da Amazonmusic.it su Prime Video il rapper di Secondigliano canta per due ore e mezza, vive il palco come un dono, la sua musica emoziona perché arriva in modo diretto, sia quando parla di amore e di amicizia sia quando parla di Napoli, di spaccati della periferia, di ricchezza e povertà, dei veri valori che contano nella vita. Parla con il pubblico con la naturalezza di un padrone di casa durante una grande festa, chiede scusa nel togliersi un giubbotto di pelle che lo fa sudare troppo in una serata dal clima rovente, abbraccia un ragazzo che gli mostra un cartellone in memoria del fratello scomparso, "si alza in volo" e manda in visibilio lo stadio, cantando a squarciagola "P Secondigliano", a testa in giù, planando verso il palco e poi di nuovo su, sempre più in alto tra giravolte e note, in un abbraccio collettivo di musica e parole. Ringrazia la sua band e l'orchestra, annuncia che i suoi futuri concerti del 2027 saranno solo al Maradona, annuncia altre tre date dopo le prime tre andate sold out: saranno sei giorni di festa grande e chi vorrà ascoltarlo dovrà venire a Napoli, avendo l'occasione di visitare la città e di capire meglio la realtà da lui cantata. Dopo aver portato Napoli con la sua musica in giro per l'Italia ora è l'Italia a dover venire a Napoli, dice e poi riprende a cantare, sempre in napoletano, lingua identitaria di cultura e radici, con una musicalità unica. Geolier ogni tanto esclama "wow", si guarda intorno e non perde la meraviglia nel vedere lo stadio ancora una volta pieno per lui, la gratitudine lo accompagna. Scende dal palco, canta e saluta i fan in prima fila, tocca un fiume di mani, incrocia sguardi, sorrisi, affetto, gioia condivisa. Il pubblico di tanto in tanto gli dedica cori chiamandolo per nome, Emanuele è uno di loro, Emanuele non si dà arie da vip, Emanuele conquista tutti con la sua umiltà. La festa continua fino ai fuochi d'artificio finali, si spengono i riflettori su una serata indimenticabile #geolier".