Carlo Alvino, giornalista, scrive su Facebook: "Apprendo con molto interesse – e devo dire anche con una certa soddisfazione – che anche Gianpaolo Calvarese, ex arbitro di Serie A e profondo conoscitore delle dinamiche interne dell’Associazione Italiana Arbitri, inizi a sollevare interrogativi su un tema che denuncio da tempo: la gestione non uniforme degli errori arbitrali da parte del designatore Gianluca Rocchi. Il caso citato da Calvarese riguarda Federico La Penna, protagonista dell’episodio del rosso a Pierre Kalulu nel derby d’Italia tra Inter e Juventus. Un errore macroscopico, molto pesante anche sul piano mediatico. Eppure, dopo un solo turno di stop – peraltro coincidente con la normale rotazione degli arbitri – La Penna è stato designato per tre partite consecutive come arbitro centrale, tra Serie B e Serie A, continuando a percepire compensi. Una scelta che pone interrogativi legittimi sul metodo con cui vengono gestiti gli errori all’interno della CAN. Ed è esattamente questo il punto che da tempo cerco di portare all’attenzione dell’opinione pubblica: la gestione degli errori arbitrali non appare uniforme. Basta pensare al caso di Maurizio Mariani e di Daniele Bindoni, rimasti fermi per oltre un mese dopo un episodio controverso in Napoli – Inter (rigore assegnato a Di Lorenzo), con conseguente perdita di diverse designazioni e quindi anche di compensi. Oppure ad altri casi recenti che hanno riguardato arbitri come Fabio Maresca, colpevole di un errore in Genoa – Bologna, rimasto fermo ai box per oltre 30 giorni ed escluso sia dal Campionato di Serie A e Serie B (dal 25 gennaio al 1° marzo 2026). Ed è proprio questa disomogeneità nei provvedimenti tecnici che rischia di minare due elementi fondamentali: la credibilità del sistema arbitrale e la tenuta interna del gruppo arbitrale della CAN. Quando arbitri che commettono errori analoghi vengono trattati in maniera diversa, la percezione inevitabile è quella di un metodo poco chiaro e non sempre coerente. Viene spontaneo allora porsi alcune domande. Perché Federico La Penna, dopo l’errore nel derby d’Italia favorevole all’Inter, torna in campo praticamente subito arrivando addirittura a una 'tripletta' di designazioni tra Serie B e Serie A? E perché invece Maurizio Mariani, dopo un episodio ritenuto favorevole al Napoli, secondo la valutazione di Gianluca Rocchi, resta fermo per oltre trenta giorni? Lo stesso discorso vale per Fabio Maresca, tenuto lontano dal campo dopo l’errore commesso nella gara contro il Bologna. Non vogliamo pensare che La Penna sia un privilegiato. Trovo molto significativo che oggi a sollevare il tema sia anche Calvarese. Significa che quella che qualcuno ha provato a liquidare come una semplice polemica calcistica è in realtà una questione reale. Il tempo, evidentemente, sta dando ragione a chi da settimane chiede maggiore chiarezza nella gestione delle designazioni e degli stop tecnici. E come se non bastasse, proprio nelle ultime designazioni assistiamo all’ennesima scelta discutibile. Per la gara Napoli–Lecce, Rocchi sembra voler restare fuori dalle polemiche ma finisce per alimentarle ulteriormente: viene infatti designato Rosario Abisso, che era il VAR della discussa Milan–Inter, anch’essa finita al centro delle polemiche arbitrali. Abisso arbitrerà per la prima volta il Napoli in stagione. Non solo. Come AVAR torna anche Michel Fabbri, che abbiamo già avuto modo di 'apprezzare' – si fa per dire – per la gestione tecnica della gara Napoli–Torino, una direzione che definire discutibile sarebbe persino riduttivo. Insomma, mentre si continua a parlare di uniformità di giudizio e gestione tecnica degli errori, le designazioni sembrano raccontare tutt’altra storia. E a questo punto la domanda diventa inevitabile: esiste davvero un criterio uguale per tutti? Rocchi se ci sei batti un colpo, noi ti aspettiamo!"
di Redazione
11/03/2026 - 14:02
Carlo Alvino, giornalista, scrive su Facebook: "Apprendo con molto interesse – e devo dire anche con una certa soddisfazione – che anche Gianpaolo Calvarese, ex arbitro di Serie A e profondo conoscitore delle dinamiche interne dell’Associazione Italiana Arbitri, inizi a sollevare interrogativi su un tema che denuncio da tempo: la gestione non uniforme degli errori arbitrali da parte del designatore Gianluca Rocchi. Il caso citato da Calvarese riguarda Federico La Penna, protagonista dell’episodio del rosso a Pierre Kalulu nel derby d’Italia tra Inter e Juventus. Un errore macroscopico, molto pesante anche sul piano mediatico. Eppure, dopo un solo turno di stop – peraltro coincidente con la normale rotazione degli arbitri – La Penna è stato designato per tre partite consecutive come arbitro centrale, tra Serie B e Serie A, continuando a percepire compensi. Una scelta che pone interrogativi legittimi sul metodo con cui vengono gestiti gli errori all’interno della CAN. Ed è esattamente questo il punto che da tempo cerco di portare all’attenzione dell’opinione pubblica: la gestione degli errori arbitrali non appare uniforme. Basta pensare al caso di Maurizio Mariani e di Daniele Bindoni, rimasti fermi per oltre un mese dopo un episodio controverso in Napoli – Inter (rigore assegnato a Di Lorenzo), con conseguente perdita di diverse designazioni e quindi anche di compensi. Oppure ad altri casi recenti che hanno riguardato arbitri come Fabio Maresca, colpevole di un errore in Genoa – Bologna, rimasto fermo ai box per oltre 30 giorni ed escluso sia dal Campionato di Serie A e Serie B (dal 25 gennaio al 1° marzo 2026). Ed è proprio questa disomogeneità nei provvedimenti tecnici che rischia di minare due elementi fondamentali: la credibilità del sistema arbitrale e la tenuta interna del gruppo arbitrale della CAN. Quando arbitri che commettono errori analoghi vengono trattati in maniera diversa, la percezione inevitabile è quella di un metodo poco chiaro e non sempre coerente. Viene spontaneo allora porsi alcune domande. Perché Federico La Penna, dopo l’errore nel derby d’Italia favorevole all’Inter, torna in campo praticamente subito arrivando addirittura a una 'tripletta' di designazioni tra Serie B e Serie A? E perché invece Maurizio Mariani, dopo un episodio ritenuto favorevole al Napoli, secondo la valutazione di Gianluca Rocchi, resta fermo per oltre trenta giorni? Lo stesso discorso vale per Fabio Maresca, tenuto lontano dal campo dopo l’errore commesso nella gara contro il Bologna. Non vogliamo pensare che La Penna sia un privilegiato. Trovo molto significativo che oggi a sollevare il tema sia anche Calvarese. Significa che quella che qualcuno ha provato a liquidare come una semplice polemica calcistica è in realtà una questione reale. Il tempo, evidentemente, sta dando ragione a chi da settimane chiede maggiore chiarezza nella gestione delle designazioni e degli stop tecnici. E come se non bastasse, proprio nelle ultime designazioni assistiamo all’ennesima scelta discutibile. Per la gara Napoli–Lecce, Rocchi sembra voler restare fuori dalle polemiche ma finisce per alimentarle ulteriormente: viene infatti designato Rosario Abisso, che era il VAR della discussa Milan–Inter, anch’essa finita al centro delle polemiche arbitrali. Abisso arbitrerà per la prima volta il Napoli in stagione. Non solo. Come AVAR torna anche Michel Fabbri, che abbiamo già avuto modo di 'apprezzare' – si fa per dire – per la gestione tecnica della gara Napoli–Torino, una direzione che definire discutibile sarebbe persino riduttivo. Insomma, mentre si continua a parlare di uniformità di giudizio e gestione tecnica degli errori, le designazioni sembrano raccontare tutt’altra storia. E a questo punto la domanda diventa inevitabile: esiste davvero un criterio uguale per tutti? Rocchi se ci sei batti un colpo, noi ti aspettiamo!"